Verde Urbano: bellezza e salubrità

Il verde è la miglior soluzione per la vivibilità delle città.

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Architettura del verde

Pubblicato il

29 Giugno 2023

Le città in cui oggi viviamo, sono il frutto di una evoluzione, di molte sovrapposizioni urbanistiche, di nuovi agglomerati e del passaggio di molte epoche storiche: dalla romana alla medioevale, dalla rinascimentale alla barocca, dalla neoclassica alla moderna.
L’evento storico che sicuramente ha influenzato l’evoluzione della città e del territorio ad essa circostante, è stata la Rivoluzione Industriale che, generando un fenomeno di sovraffollamento, ha creato diversi problemi urbanistici. A causa dell’enorme afflusso migratorio verso le città, e il conseguente aumento demografico, infatti, si sono costruite un gran numero di case in spazi non sempre adeguati provocando la nascita di quartieri poco salubri e limitando le aree destinate al verde urbano. 

<< La città è uno strumento di lavoro. Le città d’oggi non assolvono più comunemente questa funzione. Sono inefficienti: logorano il fisico, mortificano lo spirito. Il disordine che sempre più regna è indisponente: lo stato di decadenza in cui si trovano ferisce il nostro amor proprio e urta la nostra dignità. Le città non sono più degne del loro tempo: non sono più degne di noi >>
Le Corbusier

Il rapporto città – campagna , che per secoli era stato equilibrato, in seguito all’industrializzazione si è spezzato in favore della città  marcando sempre più il “divorzio” tra l’uomo e il suo ambiente.

In modo del tutto parallelo all’evoluzione della città, anche il concetto di verde urbano ha subito notevoli mutamenti negli anni, in seguito alle esigenze della collettività.

Vista di un giardino con prato e aiuole fiorite, bellezza e salubrità.

Nel passato la presenza limitata di vegetazione all’interno delle città, ad eccezione degli orti coltivati sul retro delle abitazioni, era dovuta allo stretto legame che i centri urbani avevano con la campagna ed il territorio circostante. Le mansioni ad esso riservate erano esclusivamente quelle di terreno di caccia nei pressi dei castelli, delle ville e dei possedimenti nobiliari, e quelle di “ornamento” all’interno degli stessi come giardino, il quale doveva rispettare rigorose norme geometriche e compositive.

Col passare degli anni, intorno al XVII secolo, il giardino si estende al di là dei muri di recinzione della proprietà privata “invadendo”, così, la città e trasformandosi in un vero e proprio Parco.
A differenza del giardino, la sua planimetria, non deriva più da rigide e schematiche regole di composizione per soli fini estetici e formali, ma mostra impostazioni più naturali con accurati dettagli delle piante, dei fiori dei monumenti e degli arredi. 
Il verde urbano inizia a distribuirsi, anche se in maniera molto limitata anche in altre parti della città sotto forma di strutture arboree, arbustive e tappezzanti che venivano integrate nelle strade e nelle piazze, allo scopo di costituire un quadro paesaggistico gradevole. 

Vista prospettica dall'alto del Central Park di New York circondato da grattacieli.

Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, in America, si diffonde una cultura del verde conosciuta come landscape architecture. Tra i svariati protagonisti di questa cultura Frederick Law Olmsted proponeva (mentre partecipava al concorso per la progettazione del Central Park) di riportare “la natura della campagna” in città introducendo l’agricoltura e la selvicoltura specifica.

Viale alberato, bellezza e salubrità

E’ quindi possibile capire come Olmsted, non si riferisca ad una struttura isolata, piazzata in una qualsiasi parte della città, ma bensì, si occupa di estendere il parco fin dentro il tessuto urbano grazie alla realizzazione delle parkway, ovvero grandi arterie di collegamento che caratterizzano la via commerciale, quella veicolare leggera, e quella pedonale. 

Nel XIX secolo i parchi si affermano definitivamente come luoghi di ritrovo per il tempo libero e, oltre a permettere la solita funzione di passeggio, si attrezzarono per consentire attività sportive, di svago e ricreazione. Essi divennero sinonimo di qualità urbana e attrezzature indispensabili, da integrare nei piani regolatori, per la costruzione della città moderna.

La città, oggi, è il frutto della dilatazione del vecchio centro urbano, al di fuori delle vecchie mura. Considerando che, il paesaggio è l’aspetto di un luogo, ne deriva che, con le trasformazioni della superficie terrestre avvenute negli ultimi millenni, principalmente ad opera dell’uomo, anche i paesaggi si sono radicalmente trasformati: da paesaggi naturali si è passati sempre più a paesaggi artificiali.

<< Che il paesaggio sia importante per il nostro benessere, lo intuiamo: cerchiamo luoghi la cui vista dia il senso di armonia, di vivacità o di singolarità (e ciò che è armonico non è ostile, ciò che è vivace è allegro, ciò che è singolare prefigura cose nuove e quindi interessanti; fuggiamo invece i luoghi la cui vista dia il senso di disordine, di piattezza, di prevedibilità.  Un paesaggio equilibrato e ordinato produce calma, sicurezza psichica e godimento estetico; un paesaggio disordinato o con elementi di casuale dissonanza produce disagio. >>
Roberto Barocchi

Il verde urbano si mostra come miglior soluzione in quanto, se ben adoperato, può risolvere il nostro duplice problema di bellezza e salubrità all’interno della città.


Quali benefici è possibile trarre dal verde urbano nelle città?

Il verde urbano offre al cittadino svariate funzioni, di seguito le principali.

Funzione ecologica-ambientale

A livello ecologico, gli alberi e le piante generano effetti benefici, tra cui la capacità di fissare gas tossici liberando ossigeno e migliorando la qualità chimico-fisica dell’aria. Esse fungono da barriera acustica nei confronti del rumore generato dal traffico veicolare, difendono il suolo dal rischio di cedimenti e depurano le acque meteoriche assorbite dal terreno prima dell’arrivo alla falda. Inoltre, svolgono un’azione termoregolatrice del microclima urbano, attenuando gli eccessi di temperatura e gli effetti del vento e della pioggia.

Funzione sanitaria

La capacità dell’albero di fissare polveri e gas tossici, nonché di liberare ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana, giustifica l’attributo che è stato loro dato di “polmoni verdi”.
Recenti indagini sociologiche hanno riconosciuto al verde grande rilevanza psicologica sugli individui dimostrando che l’ambiente fisico nel quale si vive, ne influenza il comportamento. Il contatto con la natura, infatti, agisce sulla condizione mentale umana svolgendo un’azione distensiva e rilassante sui soggetti stressati dai ritmi frenetici delle città odierne. 
Oltretutto, il verde svolge azioni terapeutiche nei confronti di persone affette da patologie psichiche e nel recupero dei tossicodipendenti. È stato dimostrato che l’inserimento di vegetazione all’interno delle strutture ospedaliere rende più sopportabile la degenza da parte dei pazienti, determinando minori tempi di ricovero.

Funzione sociale-ricreativa

Arredare la città con il verde, consente di soddisfare un’importante esigenza ricreativa e sociale, e di fornire servizio alla collettività. Inoltre può consentire la formazione di professionalità specifiche e favorire quindi posti di lavoro.

Funzione culturale e didattica

La presenza di vegetazione all’interno del centro urbano, favorisce la conoscenza della botanica e più in generale delle scienza naturali e dell’ambiente presso i cittadini, e offre anche una funzione didattica per le nuove generazioni.

Funzione estetico-architettonica 

Dal punto di vista paesaggistico gli elementi naturalistici rappresentano un punto di riferimento e un segno distintivo, poiché contribuiscono a definire il volto della città e ne congiungono il passato al presente. La funzionalità architettonica delle piante ha il compito di nascondere alla vista sfondi poco gradevoli, garantire privacy, valorizzare le proprietà e le forme degli edifici.

Con l’integrazione della natura all’interno della città, offriremo al cittadino sicuramente un paesaggio molto più gradevole agli occhi, per cui è importante soffermarci sulla scelta della vegetazione.
Varie iniziative, negli ultimi anni, hanno cercato di valorizzare gli alberi cittadini, sottolineandone gli aspetti educativi, paesaggistici e culturali.

<<Inserire in una città gli alberi vuol dire la presenza di tutto questa nella vita di ciascuno di noi: percepire attraverso gli alberi il trascorrere del tempo e delle stagioni; vedere non solo i colori della città costruita che sbiadiscono nel sole e i muri della città costruita che si consumano o nel tempo, ma anche colori che si rinnovano e si trasformano instancabilmente e organismi che il tempo non consuma e continua invece a far crescere e sviluppare>>
Franca Stagi 

Quali sono gli elementi principali dell’arredamento verde?

L’albero
Protagonista indiscusso, va considerato come “elemento architettonico” essenziale nella progettazione della città in quanto, da un punto di vista architettonico ed ingegneristico, può fornire privacy, valorizzare panorami, nascondere visioni sgradevoli e/o esaltare caratteri particolari del paesaggio, valorizzare le linee architettoniche degli edifici e mitigarne la durezza.
L’albero diventa perciò elemento distintivo, un punto di riferimento e talvolta costituisce un elemento di raccordo tra il passato e il presente. Può essere collocato all’interno di parchi, giardini, boschi oppure in filari lungo le strade (viali alberati) e sui piazzali, tenendo sempre in considerazione che lo spazio (aereo e nel sottosuolo) deve essere sufficiente per garantirne una crescita naturale.
Nella scelta delle specie, bisogna considerare criteri quali estetici, patologici, climatici, cromatici e funzionali per esempio, se l’aria risulta essere particolarmente inquinata, si opterà per le caducifoglie, che rientrano nella categoria delle sempreverdi.
Parlando di alberi in città, non possiamo non nominare i famosi viali alberati (o boulevard introdotti da Napoleone III e il barone Haussman in Francia definiti spesso “architettura vivente”.  A seconda della posizione degli alberi che compongono le boulevard, si creano giochi di luce affascinanti. Nelle città meridionali, le panchine si trovano principalmente nella parte ombreggiata del viale, in quelle settentrionali è vero il contrario.
L’albero “stradale” si trova in condizioni più difficili, ma risulta essere l’unica possibilità di verde in zone densamente edificate. 

Le fioriture annuali.
L’impiego dell’aiuola richiede una lunga pratica, un’adeguata conoscenza delle specie, ed un innato gusto estetico. Per progettarla bisogna considerare dei requisiti fondamentali quali: dimensione dell’aiuola, altezza delle piante( creando dinamicità accostando piante alte a piante basse)colori delle specie scelte.

Esempi di accostamento colori

Il paesaggista deve saper creare attraverso la giusta scelta dei colori l’armonia. 
Per le aiuole spartitraffico invece, vanno considerati fattori quali la turbolenza, la concentrazione di gas inquinanti, specialmente in corrispondenza di incroci semaforizzati preferendo, quindi, specie arbustive più resistenti.

I tappeti Erbosi.
Sono l’elemento fondamentale per i giardini e possono avere forme, dimensioni ed estensione diverse e ci permette di ottenere più sfumature, con colori chiari e scuri.

Gli arbusti, i cespugli e le siepi.
L’arbusto è un vegetale lignificato in tutte le sue parti, a ramificazioni inserite sin dalla base in un asse principale di sviluppo limitato in altezza.
Il cespuglio, invece, è un arbusto ma si distingue per la  forma più “arruffata”.
La siepe, invece ,è una successione ravvicinata di arbusti, utilizzata per definire uno spazio o costituire una barriera. 
Grazie al colore delle fioriture, delle foglie, dei frutti o dei fusti si ottiene un’ottima funzione estetica-decorativa. 


Come suddividere il verde urbano all’interno delle città?

Il verde urbano, così inteso, deve quindi esser ben progettato. La disposizione del verde all’interno e all’esterno del centro urbano dovrebbe essere effettuata in maniera uniforme, evitando così di privilegiare e distinguere alcune zone rispetto ad altre.
Bisognerà quindi, valorizzare il verde urbano storico, pensando per esempio a tutti i Giardini storici a noi pervenuti, che sono indiscutibilmente “documenti” di fondamentale importanza.
 Parchi urbani nascono con lo scopo di permettere ai cittadini di trascorre del tempo all’aperto ed a contatto con la natura ma, allo stesso tempo, sono di grande aiuto nella lotta all’inquinamento atmosferico (la vegetazione, infatti, assorbe parte delle sostanze inquinanti ed emettere così al migliorando la qualità dell’aria) e riducono gli effetti indesiderati dell’inquinamento acustico. Richiedono una progettazione molto accurata e spesso vengono suddivisi in aree funzionali: per il riposo, lo sport, la cultura. 

Immagine composta da tre fotografie che rappresentano momenti di relax nei parchi pubblici, bellezza e salubrità.

I Parchi archeologici, istituiti in Italia dagli anni’60, invece permettono di tutelare le aree di interesse archeologico creando dei veri musei all’aperto. 

In aumento anche la quantità di Verde sanitario: questo tipo di verde ha scopi terapeutici per cui, oltre ad essere presente in strutture ospedaliere, permette lo sviluppo dei giardini bioenergetici. Essi si basano su una tecnica conosciuta con il nome di “Bioenergetic Landscapes”, la quale, attraverso particolari misurazioni, riconosce alle piante e in particolare agli alberi la capacità di influire elettromagneticamente sull’uomo e sulle sue funzioni vitali, creando aree verdi terapeutiche .Si generano così aree bio-energetiche piuttosto vaste, estese fino a 20-30 metri di distanza dalle piante e ampie all’incirca della stessa misura, particolarmente idonee alla sosta, dove è misurabile una qualità elettromagnetica favorevole al nostro organismo in relazione al tipo di pianta che abbiamo utilizzato e alle sue specifiche proprietà di influenza biologica. 

Il Verde è un elemento fondamentale del percorso educativo scolastico: ogni istituto d’istruzione, dall’asilo nido all’università, dovrebbe essere dotato di parchi e attrezzature situati nei cortili interni della scuola, per offrire agli studenti luoghi di studio, di ricreazione, di socializzazione.
Ed in infine il Verde cimiteriale, basandoci sui i cimiteri Inglesi, anche i cimiteri, già esistenti potranno essere arricchiti con del verde, per trasmettere una sensazione di serenità e rendere un ambiente generalmente triste più gradevole. 
In conclusione, l’uomo ha bisogno della presenza di verde urbano per distogliere lo sguardo dalla “città costruita” e soffermarsi sulla “città vivente”, per ritagliare attimi di tranquillità e pace lontani dalla frenesia e dal caos. A differenza di quello che si può pensare uomo e natura sono due elementi indivisibili, in quanto il primo è parte fondamentale del secondo.

Foto con donna che abbraccia un albero, bellezza e salubrità.

<<…l’albero è questa cosa a noi tutti tanto cara perché anche noi siamo in fondo esseri della natura; e il fenomeno urbano, dimenticando completamente la natura, starebbe andando contro alle fondamentali leggi della vita […]. In realtà l’albero rappresenta un’immagine capace di risollevarci lo spirito, e nella città è come una carezza, una commovente nota gentile, in mezzo alle nostre opere imponenti e severe.>>
Le Corbusier

Riferimenti bibliografici
Spina Maurizio (2008), “Greenways. Dalla tecnica alla prassi urbanistica. Esperienze di progettazione per la città di Catania e il territorio etneo”.
Spina Maurizio (2002), “Il ruolo del verde nell’estetica”, in Moraci Francesca, a cura di “Riflessioni sull’urbanistica moderna”, Roma.
Odone Paolo (1992), “Il verde urbano”, Roma.
Laugier Marc-Antoine (1987), “Saggio sull’architettura
Le Corbusier traduzione italiana a cura di Annamaria Feltrami Raini(1967),” Urbanistica,” Milano.
Milone Lucia (2003), “Il verde urbano. Tra natura, arte, storia, tecnologia e architettura”.

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