Paglia di riso

l'era del riciclo in edilizia

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Categoria

Tecnologie Edilizie

Pubblicato il

29 Giugno 2023

Paglia di riso: l’era del riciclo in edilizia  

Quello della sostenibilità ambientale è un tema ampiamente dibattuto che nel corso degli anni ha fatto maturare una nuova consapevolezza ed una maggiore sensibilità al rispetto del pianeta e delle risorse di cui si dispone in natura. Nel settore edile, tali temi sono ritenuti sempre più importanti in quanto recenti studi hanno dimostrato come l’edificato sia il maggiore responsabile dell’inquinamento mondiale. Per questo motivo, occorre adottare soluzioni alternative che prevedano l’uso di materie prime locali poiché, oltre ad essere ampiamente disponibili, riducono il consumo energetico per produrle e lo smog per trasportarle. Inoltre, risulta essere molto vantaggioso l’utilizzo di risorse provenienti dal processo del riciclo; è il caso della paglia di riso, elemento residuale proveniente dalla produzione alimentare, che negli ultimi decenni ha dimostrato di avere un grande potenziale nelle costruzioni.

Vediamo ora come le case di paglia possano essere considerate una valida alternativa per il futuro del settore residenziale.
 

Il processo di recupero e i materiali

Come sopra accennato, la produzione alimentare del riso può rivelarsi vantaggiosa dal punto di vista del recupero di materie apparentemente di scarto. Si tratta di un approccio sostenibile a 360° poiché oltre ad evitare sprechi e a fornire materiali utili in altri settori produttivi, favorisce la progettazione di edifici a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico.
In Italia e nello specifico nella zona della pianura Padana, la produzione di riso è la più consistente a livello nazionale e abbastanza rilevante a livello europeo. Tale fenomeno è da considerarsi una grande opportunità in quanto gli scarti come paglia e lolla sono abbondanti e molto utili in edilizia. Attraverso un’attenta valorizzazione di tali materiali, sarà possibile raggiungere risultati ottimali dal punto di vista energetico e prestazionale.
Il riciclo consiste in step successivi: quando avviene il taglio del riso, la paglia viene raccolta e rimossa dal campo. Secondo i tradizionali processi produttivi, per essere eliminata la paglia viene bruciata, con una conseguente produzione di anidride carbonica. Il recupero della paglia di riso evita questo passaggio, diminuendo drasticamente l’inquinamento ad essa legato. Durante la produzione industriale del riso, lo strato più esterno del chicco, detto lolla, viene normalmente gettato via. Tuttavia, questa sostanza si è rivelata utile per la produzione di isolanti e malte utilizzate nella posa dei massetti e così viene recuperata. Infatti, si tratta di un materiale molto leggero, formato da cellulosa e resistente alla formazione di muffe. Infine, viene recuperata anche la pula, sostanza farinosa derivante dal processo di sbiancatura del riso.
Queste tre materie, una volta riciclate, vengono utilizzate per la produzione di elementi compositivi indispensabili per la costruzione di edifici sostenibili. Ne sono un esempio i telai costituiti da legno e paglia, le malte, gli intonaci isolanti, i massetti ecologici e le sostanze utilizzate per le finiture come quelle a base di lolla. Si tratta di prodotti dalle elevate prestazioni: leggerezza, traspirabilità, capacità termica, atossicità, facilità di posa e versatilità d’uso. 


Foto: Ben Graham da www.greenbuildingadvisor.com

Case di paglia

Come già accennato, è sempre più frequente la sperimentazione ed il recupero di materiali alternativi presenti in natura, in grado di fornire alte prestazioni. Tra questi, la paglia di riso, grazie alle sue proprietà, si presta bene per la fabbricazione di muri di tamponamento. Infatti, il materiale è in grado di isolare termicamente e acusticamente, oltre ad assicurare alta traspirabilità al fine di evitare la formazione di condensa e muffe. Ampiamente presente in natura, è un materiale dal basso costo e dalla facile posa in opera. Inoltre, essendo composto da cellulosa, lignina, silice e minerali, è molto simile al legno. La fibra è ecologica al 100% in quanto oltre ad assorbire la CO2 è biodegradabile; possiede anche un’alta durabilità nel tempo poiché è meno soggetta a muffe rispetto alla paglia derivante dalla lavorazione di altri cereali. La paglia di riso viene utilizzata per la costruzione di telai ed è anche in grado di sopportare i carichi. Le case costruite con tale materiale, assicurano un maggiore comfort abitativo in quanto non prevedono la formazione di condensa superficiale, grazie alla capacità traspirante della materia prima. In questo modo, gli ambienti interni delle case di paglia risultano essere più salubri ed equilibrati dal punto di vista igrometrico.



Posa in opera 

Poiché attualmente i temi della sostenibilità costituiscono la base fondante di ogni intervento, la paglia di riso costituisce materia prima per trasferire il progetto “dalla carta alla realtà”. A tal proposito, per quanto riguarda la messa in opera, il materiale può essere posato in modo tradizionale, attraverso sostanze umide o a secco. Il primo processo prevede l’assemblaggio in cantiere del materiale di recupero con acqua e argilla, il secondo consiste nel montaggio a secco di pannelli precostituiti. Quest’ultimo, è un procedimento più veloce che permette una maggiore praticità e pulizia in cantiere.
La paglia di riso ha dimostrato di essere una soluzione ottimale sia per le ristrutturazioni, sostituendo progressivamente il cartongesso, sia per le nuove costruzioni finalizzate a fornire manufatti salubri e rispettosi per l’ambiente. Infatti, grazie ai suoi bassi valori di trasmittanza, oggi viene utilizzata anche per l’inserimento di cappotti termici. In tal modo, l’edificio può passare alla classe A++++ e diventare passivo. Tuttavia, è bene puntualizzare come la soluzione non sia adatta a qualsiasi tipo di edificio, come ad esempio gli edifici storici e quelli vincolati, dove l’alternativa più diffusa è rappresentata dai termointonaci.

Ma quali sono i costi delle case di paglia?

Dipende dagli elementi costitutivi della casa, dalla metratura, dal tipo di materiali e finiture scelti dalla committenza. Si può affermare che il risparmio si aggiri intorno al 20% rispetto alla spesa per una casa costruita secondo l’edilizia tradizionale. Quantificando, il costo risulta essere intorno ai 1500 euro/mq. È bene puntualizzare che, a fronte di una spesa simile o pari ad un immobile standard, si godrà di una casa passiva, in grado di assicurare un elevato risparmio economico nel corso del tempo.
 

Esempi di case di paglia  

La concezione di un’edilizia sostenibile deve abbracciare l’intero processo costruttivo, a partire dall’idea progettuale, alla scelta dei materiali, fino alla realizzazione. Infatti, occorre contenere i consumi di energia e i costi, optare per risorse presenti in natura o riciclate, evitare il più possibile la produzione di inquinamento e coinvolgere le realtà imprenditoriali locali. Si tratta di un modus operandi a 360°, capace di dimostrare che la sostenibilità, se considerata nella sua totalità, restituisce soluzioni abitative ottimizzate. Vediamo ora due esempi di realizzazione in paglia di riso.
 

Casa Quattro – LCA – Milano


Foto: Simone Bossi da www.archdaily.com

La casa indipendente riprende l’archetipo delle case rurali lombarde, con il tetto a doppia falda inclinata, la forma compatta e semplice. Il corpo di fabbrica si distribuisce su due piani con la zona giorno al piano terra e la zona notte all’interno del sottotetto. L’iter progettuale ha previsto l’impiego della paglia di riso dall’alta capacità isolante, del legno per la fabbricazione dei telai e di un performante cappotto per migliorare le condizioni di comfort microclimatico. Come si evince, sono stati utilizzati materiali completamente naturali. Ogni scelta è stata intrapresa secondo un approccio sostenibile: materiali riciclati, risorse naturali e impianti ecologici caratterizzano l’intero edificio. Gli ambienti interni vantano finiture di pregio come il parquet in rovere e i serramenti doppi, al duplice scopo di assicurare comfort e benessere all’utente e di garantire un buon risparmio energetico e di conseguenza economico.
 

Alchemilla B&B – Tiziana Monterisi (Ricehouse) – Gressoney


Foto: Barbara Corsico da www.archello.com

Uno dei primi esempi di struttura ricettiva costruito interamente con materiali naturali, dove la filosofia ecologica riguarda le scelte architettoniche ma anche quelle relative alla gestione del b&b, dai servizi all’alimentazione a km 0. Situato in Valle d’Aosta, l’edificio è stato progettato per regalare ai suoi ospiti un’esperienza sana e confortevole, grazie alla naturalezza dei materiali e alle componenti atossiche. Le pareti portanti sono costituite da una struttura lignea e da paglia di riso che funziona da riempimento e da isolante. Le finiture sono originate dal mix di calce e scarti provenienti dalla produzione del riso. L’intera struttura è immersa nell’ambiente montano e vanta un basso impatto grazie alla non emissione di CO2 e alla capacità dei materiali di essere riciclati a fine vita. Il b&b Alchemilla può essere considerato un edificio passivo e progettato secondo standard innovativi e al 100% sostenibili.

Per visionare un progetto che ha adottato materiali locali e soluzioni sostenibili nel pieno rispetto dell’ambiente clicca qui

 

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