La zona giorno

Regina della quotidianità

La zona giorno

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Approfondimenti

Pubblicato il

14 Marzo 2019

1. La zona giorno: cuore pulsante della casa

Come sta ad indicare il termine inglese “living room”, ossia stanza che viene vissuta, la zona giorno è il fulcro della casa, zona che accoglie e raccoglie gli ospiti e gli abitanti. Lo spazio che viene sfruttato maggiormente durante il giorno, va progettato con cura, con l’obiettivo di assicurare comfort e relax a coloro che lo occupano.                                    

Primo elemento da tenere in considerazione è costituito dalla disponibilità e dalla conformazione spaziale dell’ambiente. Questo elemento influisce in maniera consistente  non solo sulle scelte di arredo ma anche e soprattutto sulla distribuzione degli ambienti. In ogni caso, indipendentemente dalle scelte che si fanno è importante tenere a mente alcuni elementi che possono aiutare ad ottenere un risultato funzionale ed esteticamente soddisfacente.

  • SPAZIO
    E’ necessario conoscere l’ampiezza dell’area che si ha a disposizione per garantire sempre la libertà di movimento anche dopo avere inserito gli ingombri scelti per l’arredo.
  • FUNZIONALITA
    E’ condizione fondamentale se si vuole ottenere un ambiente pratico e perfetto da vivere ogni giorno. Scegliere la funzionalità non significa sacrificare l’estetica poiché oggi sul mercato vi sono soluzioni in grado di conciliare entrambe.
  • LUCE
    Il living viene vissuto di giorno e a maggior ragione, rispetto agli altri ambienti della casa, deve essere luminoso. La luce naturale dev’essere sfruttata al meglio, attraverso aperture regolabili secondo le necessità. La stanza dev’essere totalmente illuminata, priva di angoli d’ombra, limitatamente al suo orientamento. Ove non sia possibile godere dell’illuminazione naturale, si interviene con quella artificiale, distribuita in maniera omogenea e dove necessario. A tal fine è preferibile scegliere fonti puntuali proiettate verso piani di lavoro, spazi dedicati alla lettura o dettagli particolarmente belli da vedere. Per ricreare una luce d’ambiente, diffusa, è indicato invece, l’inserimento di una lampada  da terra. I parametri illuminotecnici, se rispettati, assicurano il comfort psico-fisico e rendono più vivibili gli ambienti.

2. Scelta progettuale: open space o camere distinte?

Sin dalle origini, casa è sinonimo di riparo, il luogo dove si trova ristoro dopo le giornate lavorative, dove ci si riunisce e ci si confronta. Per questo la progettazione si è sempre prefissata come obiettivo principale quello di soddisfare le esigenze dell’utenza.                  

Tuttavia oggi, importanti cambiamenti nella struttura sociale e negli stili di vita, hanno causato una lenta e progressiva rivisitazione strutturale delle abitazioni che devono rispondere a necessità sempre mutevoli. Nelle abitazioni di un tempo era usuale riscontrare una suddivisione classica degli ambienti, distinti a seconda della destinazione d’uso. Oggi si opta sempre meno per questa soluzione tradizionale, sia per ragioni sociali (i rapporti interpersonali sono più aperti ed informali) che economiche (la crisi e l’alto costo delle case), in favore di ambienti unici e multifunzionali.                                                                     

E’ così che soggiorno e cucina si fondono in un unico spazio, volto ad ospitare la famiglia ma anche gli ospiti, una volta accolti in salotti asettici e poco vissuti. Di fronte alla duplice scelta che vede open space contrapporsi ad ambienti divisi in maniera netta, vi sono vantaggi e svantaggi che devono essere tenuti in considerazione. Se l’ambiente unico con più funzioni, sfrutta al massimo lo spazio che si ha a disposizione, dall’altra parte la divisione degli ambienti consente maggiore privacy ed una più chiara distinzione d’uso. E’ quindi fondamentale conoscere le proprie necessità e i gusti personali per poter scegliere al meglio la struttura da destinare alla propria casa prima di qualsiasi intervento di ristrutturazione o ex novo.

3. L’open space: vantaggi e svantaggi

Se gli elementi a cui vi ispirate nell’immaginare l’ambiente domestico sono l’apertura, la fluidità spaziale, e l’interconnessione, il consiglio è quello di optare per l’open space. Dall’inglese “spazio aperto” si tratta di una soluzione che non prevede elementi divisori tra un ambiente e l’altro, in favore di un ambiente unico.

La fusione riguarda per lo più la zona giorno e può comprendere salotto e cucina o salotto e sala da pranzo. La disponibilità spaziale come sempre, influisce in maniera consistente sul risultato finale; infatti se si ha la fortuna di godere di grandi metrature, gli ambienti si potranno susseguire uno dopo l’altro in maniera fluida ma assicurando pur sempre una divisione apparentemente astratta. 

Come ogni scelta progettuale, essa comporta alcuni vantaggi ma anche diverse problematiche che è bene non ignorare ed alle quali si può porre rimedio. Tra le ragioni per cui l’open space è oggi molto scelto dalle persone, si colloca l’aspetto sociale: l’ambiente unico accrescerebbe i legami di chi lo abita. La pianta aperta infatti, viene vissuta in maniera libera, sviluppando scambi e flussi tra coloro che condividono questo tipo di spazio. La condivisione è una realtà oggi molto dibattuta ed altrettanto utile per il periodo storico in cui viviamo. Per questo incoraggiare i rapporti e lo scambio può essere una valida soluzione ancora più ben riuscita se si partisse dalle mura domestiche e dal quotidiano.                       

Dal punto di vista funzionale invece, lo spazio aperto può rivelarsi un’utile scelta nel caso di ambienti ridotti: l’assenza di barriere fisiche restituisce un’immagine più ampia e fluida con il conseguente aumento del benessere personale. Infine se si ha la fortuna di risiedere in un contesto esteticamente pregevole, la zona giorno potrà essere interpretata come un tutt’uno con l’ambiente circostante, incrementando la presenza di aperture che faranno filtrare la luce naturale e che creeranno una stretta connessione con l’esterno.
Tuttavia, come preannunciato, si possono presentare alcuni inconvenienti che a lungo termine potrebbero causare problemi quotidiani. Poiché uno degli ambienti in questione è la cucina è semplice capire che i cattivi odori sono i primi a non essere apprezzati, specialmente nella stagione invernale quando le superfici finestrate rimangono chiuse per la maggior parte della giornata.

Un’ottima soluzione è rappresentata dai sistemi di aspirazione dei vapori prodotti durante la preparazione dei cibi; essi ne preverranno la rapida e sgradevole diffusione nell’ambiente. Altro problema riscontrabile in questo tipo di soluzioni, è caratterizzato dalla restrizione della privacy. Infatti l’assenza di pareti divisorie limita la riservatezza, in favore della condivisione totale di spazi e tempi.  
Nonostante ciò, esistono svariate soluzioni per mitigare gli ambienti con il fine di schermare in maniera non troppo invasiva le funzioni. A tal proposito si può scegliere tra separè, porte a scomparsa o semplici divisori dalla trama più o meno fitta. Si tratta di elementi che oltre ad essere funzionali forniscono una buona resa estetica; essi possono essere costituiti da listelli  o corde tese che creando un’alternanza di pieni e vuoti regalano giochi di luce e trame decorative.

La zona giorno: esempi di elementi divisori costituiti da listelli lignei e metallici
Esempio di elementi divisori costituiti da listelli lignei e metallici

Inoltre esistono svariate misure che permettono di distinguere gli ambienti a seconda della funzione, senza per questo dovere innalzare dei muri. Un’idea può essere quella di collocare il divano tra la zona living e quella della cucina vera e propria. A seconda delle esigenze, si potrà optare per un divano classico a due posti, in caso di spazio esiguo, fino ai divani angolari e con pouf annessi se si ha la fortuna di godere di ampi spazi.

E’ così che il divano assolve ad una doppia funzione, quella di seduta e quella di elemento divisorio tra distinte aree funzionali della casa. Valida alternativa al divano può essere caratterizzata dai mobili bassi che separano consentendo tuttavia il contatto diretto tra un ambiente e l’altro dell’open space. Oggi in commercio si trova una gamma infinita di madie e mobili contenitori o porta tv in grado di soddisfare i gusti e le esigenze più particolari. E’ così che per la seconda volta l’arredo è multifunzionale: divide, contiene, sostiene e arricchisce l’aspetto della vostra stanza.

La zona giorno: arredi come elementi divisori
Mobile contenitore Solaris, Riflessi Divano Iceberg, Maisons du Monde

Se invece l’idea di posizionare al centro dell’ambiente un complemento d’arredo costituisce motivo di disturbo nell’organizzazione spaziale desiderata, vi sono scelte meno ingombranti ed altrettanto efficaci.
Si tratta per lo più di differenziare le finiture di pavimenti e pareti grazie all’impiego di materiali e colori diversificati. In tal senso può essere utile creare un rimando tra i vari ambienti che costituisca un vero e proprio fil rouge per il progetto.
Tali scelte garantiscono un grande impatto visivo ed è per questo che occorre studiare attentamente l’accostamento di colori, forme e materiali per raggiungere un risultato soddisfacente. Nel caso in cui si voglia intervenire in maniera un po’ più invasiva, la possibilità è quella di creare diversi livelli di quota tra i vari ambienti.

A pavimenti quotati in modo diverso corrisponderanno ambienti con funzioni specifiche, l’importante è limitarsi all’inserimento di uno o massimo due gradini al fine di evitare dislivelli eccessivi.

La zona giorno: accostamento di diverse finiture per ambienti diversi
Accostamento di finiture corrispondenti ad ambienti diversi

Una soluzione molto di tendenza negli ultimi anni è quella della vetrata post industriale: si tratta di una superficie semitrasparente che in cucina oltre a fare da schermo tra ambienti diversi, funziona da ostacolo per i cattivi odori che si vengono a creare durante la cottura dei pasti.
E’ molto funzionale ed esteticamente scenografica, si adatta bene a tutti gli ambienti dando loro un’identità definita. Infine in caso di spazi generosi per la cucina si può scegliere la soluzione ad isola, o il piano bar che consentono di delimitare lo spazio e garantiscono ampie superfici d’appoggio e per la preparazione dei cibi.

La zona giorno: design post industrial
Esempio di vetrata post industriale che divide a zona giorno dalla zona notte

4. Come arredare l’open space

Se l’open space permette di dare ampio spazio di scelta e di organizzazione, arredarlo non è così scontato. Innanzitutto occorre scegliere le funzioni da collocarvi e calcolare quanto spazio destinare ad ognuna di esse. In secondo luogo bisogna capire se sia necessario un arredo multifunzionale che occupi meno posto ma che sia flessibile a seconda delle necessità. Un buon progetto d’interni per essere chiamato tale deve considerare svariati elementi quali ingombri, proporzioni e design, senza sacrificare nessuno di essi.
L’area destinata alla cucina necessiterà di piani d’appoggio ampi e comodi per le attività di preparazione dei cibi.
Anche l’organizzazione e la sistemazione degli strumenti per cucinare è prerogativa fondamentale: saranno perfetti pensili e cassetti scansionati all’interno da pratici divisori che garantiranno l’ordine.
Per quanto riguarda la tavola può essere scelta in varie forme e misure che meglio si adattino all’ambiente; inoltre in caso di spazi esigui si trovano in commercio soluzioni allungabili, utili in caso di cene con gli amici. Spesso lo spazio della cucina-sala da pranzo si fonde con il soggiorno, luogo dedicato al relax ed alla socializzazione.

La zona giorno: moodboard come arredare open space

Nella maggior parte dei casi, vengono scelti divani o mobili contenitori quasi a segnare in maniera leggera il passaggio da un ambiente all’altro; si tratta di soluzioni molto spesso multifunzionali che sono in grado di rispondere a bisogni svariati. Alcune madie e librerie vengono progettate per essere utilizzate in entrambe le facce (quella rivolta verso la cucina/sala da pranzo e quella che si affaccia sul soggiorno), divenendo la soluzione perfetta in grado di coniugare funzione e risparmio economico.

Nel caso in cui lo spazio a disposizione sia molto scarso, la scelta migliore è quella di fondere zona giorno e zona notte in un unico open space. E’ in ogni caso un’opzione poco diffusa ma qualora le contingenze costringano a tale necessità, occorre trovare una risposta e come risaputo, i piccoli spazi stimolano la creatività e portano anche a risultati molto soddisfacenti.

Un’idea è quella della zona giorno che comprende la cucina e il tavolo con le sedie, separata dal soggiorno dove il divano diventa un comodo letto per la notte. In questo modo durante il giorno si può vivere il soggiorno, mentre la sera con un rapido movimento ci si ritrova in una vera e propria camera da letto. Se poi tra i due ambienti si sceglie la suddetta vetrata in stile post industriale il gioco è fatto! Niente cattivi odori provenienti dalla cucina e massima funzionalità in poco spazio. Il divano letto dunque, diventa il fulcro del progetto che coniuga zona giorno e notte in un unico spazio aperto; va scelto con cura analizzandone le misure, la conformazione e naturalmente il comfort non dimenticando il largo uso che se ne farà.

La zona giorno: open space
Ambiente open space che fonde zona giorno e zona notte – Foto: www.ikea.com

Per quanto riguarda i complementi d’arredo sarà il gusto personale a guidare la scelta ma nel caso dell’open space, i tappeti possono tornare molto utili più che in ogni altra situazione. Essi infatti possono delimitare spazi diversi conferendo loro una specifica identità; vanno posizionati in modo da non intralciare il passaggio e nel caso in cui si scelga di porvi al di sopra  poltrone o tavoli occorre controllare che essi non sporgano per evitare posizioni scomode o pericolose. Inoltre gli accessori tessili possono essere accomunati da un colore o da una texture particolare in modo che ci sia un chiaro richiamo tra gli ambienti che  risulteranno così suddivisi ma uniformi.   

5. Cucina e soggiorno distinti: vantaggi e svantaggi

Completamente diversa dalla scelta dell’open space, la suddivisione fisica degli ambienti attraverso elementi murari, costituisce un’ alternativa più tradizionale. Si tratta di una soluzione che risulta essere meno flessibile ma allo stesso tempo più ricorrente. Naturalmente dipende dalle necessità, dalle abitudini e dall’inclinazione del committente che sarà l’unico in grado di conoscere a pieno i propri bisogni.
In questo caso, cucina, sala da pranzo e soggiorno rappresentano tre ambienti distinti ma talvolta la cucina può fondersi con la sala da pranzo. Questo perché in termini pratici cucina e pranzo sono due funzioni strettamente legate tra loro e spesso compresenti in un’area unica.
La zona del soggiorno invece, viene nettamente separata per una questione di ordine e decoro, lontano da odori sgradevoli e caos. Tuttavia anche questo aspetto sta mutando in quanto il soggiorno si allontana sempre più dall’idea di ambiente interno e preservato per gli ospiti, in favore di luogo vissuto quotidianamente dalla famiglia.
Come in ogni decisione è necessario essere consapevoli che si otterranno vantaggi ma anche svantaggi. Se per un verso gli ambienti risultano pratici e suddivisi a seconda della funzione, per l’altro la percezione dello spazio sarà ridotta. Inoltre le pareti tendono a chiudere e delimitare in maniera netta e severa l’ambiente; a tal proposito oggi vengono spesso interpretate come spunto per creare angoli originali arricchiti con inserti in carta da parati (ne esistono infinite tipologie dalle grafiche e dai colori più originali) o con elementi che ne fanno vere e proprie pareti attrezzate. Si tratta di sfruttare le superfici in modo nuovo e creativo.

6. Scelte progettuali: alcune regole utili

Ma ora analizziamo ogni ambiente cercando di delineare alcuni consigli pratici.

LA CUCINA

E’ sempre stato e sarà sempre l’ambiente più vissuto dai propri fruitori; grande o piccola che sia, la cucina è luogo dove avviene la preparazione dei pasti, dove si da libero sfogo alle proprie passioni culinarie e spazio dove ci si sente davvero a casa. Qualora si disponga di un ingresso living su cucina è buon uso collocare la stessa in una zona più raccolta e magari intramezzarla da un disimpegno che faccia da filtro rispetto all’esterno. Delineata la posizione, è necessario scegliere al meglio le componenti della cucina per assicurare comodità ed una corretta ergonomia.

La zona giorno: moodboard come arredare la cucina

MISURE

L’ergonomia è quella disciplina che si occupa di calcolare il rapporto tra la conformazione degli spazi e le dimensioni umane al fine di garantire il benessere psico-fisico ed il corretto svolgimento del lavoro.
Per quanto riguarda l’ambiente cucina la necessità primaria è quella di godere di uno spazio pratico e confortevole poiché si tratta di un vero e proprio luogo di lavoro oltre che fulcro domestico. Per questo motivo la parola d’ordine è funzionalità prima di tutto.

Vi sono alcuni parametri utili da seguire anche se non assoluti, in quanto l’ambiente e il suo arredo devono essere modellati sulle necessità dei fruitori. Le usuali cucine disponibili in commercio sono costituite da moduli standard componibili a seconda del caso. Si tratta di elementi misurati sui multipli di 15 cm ma qualora si abbiano particolari vincoli e si necessiti di arredi pensati su misura, le aziende produttrici rispondono ad esigenze specifiche.
L’altezza standard delle varie composizioni, può essere calcolata sommando la misura di: base, anta e piano di lavoro. A seconda del materiale e delle soluzioni scelte la somma può variare ma la misura usuale è 10+70+5. Questa misura viene spesso calibrata sull’altezza dei fruitori per permettere loro un uso comodo e pensato “ad personam”. 

Premesso che l’ambiente cucina oltre ad essere uno dei più vissuti della casa si modella sul principio della funzionalità, è necessario prestare molta attenzione alla profondità di mobili e piani d’appoggio. Il piano di lavoro oltre ad essere utile per la preparazione dei cibi, può essere sfruttato come appoggio momentaneo di piatti e strumenti per la cucina. La misura standard è pari a 60 cm, infatti su questa vengono prodotti dalle aziende gli elettrodomestici da incasso, ma anche in questo caso sono ammesse variazioni specifiche.

Molto ambite sono poi le soluzioni ad isola e penisola, ma avendo dimensioni maggiori (di solito 80-90 cm), si adattano ad ambienti più ampi. Per quanto riguarda i pensili appesi alla parete, essi dovranno avere profondità minore rispetto alla base, così da non ostacolare i movimenti ed essere utilizzati con facilità. In caso di dimensioni ridotte, sarà utile optare per moduli di dimensioni ridotte e lavelli singoli così da non sacrificare troppo spazio a fornelli e piani d’appoggio.

DISTANZE

E’ necessario mantenere alcune distanze tra i vari componenti della cucina; anche in questo caso possono variare ma meno rispetto alle misure dei singoli elementi. A seconda della scelta specifica delle basi, i pensili sospesi saranno direttamente proporzionali ad esse.
Un elemento che deve seguire specifiche standard è la cappa; essa deve trovarsi ad una distanza minima dai fornelli senza eccedere onde evitare il mancato assorbimento dei vapori. In genere viene fissata a 50-60 cm di distanza dalla base.
Per quanto riguarda cassetti, elettrodomestici e sportelli, tutto dev’essere alla portata, comodo ed ordinato, al fine di agevolare movimenti spesso dati per scontati ma necessari a vivere al meglio la quotidianità.

FUNZIONALITA’

Alla base di una scelta ben riuscita si collocano la libertà di movimento e l’accessibilità; se i moduli sono spaziosi e pochi si avrà una migliore resa estetica.
Le funzioni legate tra loro devono essere distribuite in maniera coerente: lo scolapiatti sopra il lavello, la lavastoviglie non lontana da questo, i cassetti con le pentole vicino ai fornelli in prossimità della dispensa. 
Tutti i moduli scelti devono essere muniti di guide ammortizzate e dettagli funzionali, per questo è necessario fare attenzione anche ai materiali che si scelgono. Le maniglie meglio se di metallo, a scapito di plastica e porcellana, le une poco durevoli le altre fragili.

E ancora il top della cucina, meglio in granito o laminato, più resistente ed idrorepellente. Per essere funzionale inoltre, una cucina dev’essere munita di tutti quegli strumenti che favoriscono il rapido svolgimento delle attività. Saranno necessari contenitori e scomparti per la sistemazione di stoviglie e complementi tessili all’interno dei cassetti, mentre le pentole e le padelle saranno meglio ospitate dalle basi più capienti.
Lo spazio sotto il lavello infine, può essere sfruttato per collocarvi secchi e pattume, assieme a detersivi e prodotti per la pulizia.

ILLUMINAZIONE

Come già accennato, l’ambiente dev’essere illuminato correttamente; nel caso della cucina è consigliata una luce diffusa rafforzata da fonti luminose puntuali orientate verso piani di lavoro e fornelli. Inoltre è fondamentale lo sfruttamento della luce naturale e a tal proposito, dove possibile, è indicato collocare vicino alla finestra i piani di lavoro. In caso contrario saranno molto efficaci i punti luce posizionati sotto i pensili superiori.

IGIENE

In fase progettuale, è necessario prestare molta attenzione per evitare la presenza di spazi residuali molto spesso troppo esigui per essere sfruttati. Essi raccolgono infatti la polvere e sono difficili da mantenere puliti.

ESTETICA

Naturalmente la scelta della cucina va fatta tenendo presenti molti fattori, non ultimo quello estetico poiché l’ambiente dovrà essere stilisticamente coerente con il resto della casa e dovrà incontrare il gusto del fruitore.

L’ANGOLO PRANZO

Quasi a completare la zona della cucina, la sala da pranzo può occupare un’area più o meno estesa. Solitamente si compone di tavolo con sedie e talvolta di una credenza dove riporre servizi di piatti e bicchieri indispensabili al consumo dei pasti in compagnia.

La tavola svolge un ruolo fondamentale per l’ambiente in questione poiché oltre ad essere fulcro funzionale è anche elemento in base al quale si dispongono gli altri arredi. Dev’essere posizionato vicino alla cucina per garantire la comodità di spostamento tra i fornelli e la zona pranzo. Dimensioni e forma possono variare a seconda dello spazio che si ha a disposizione e delle esigenze specifiche: in ambienti rettangolari è consigliato un tavolo della medesima forma, mentre in stanze quadrate la scelta varia tra tavoli rotondi e quadrati. E’ necessario considerare che essendo un elemento funzionale, la tavola deve garantire al fruitore un comodo consumo del pasto. A tal fine si calcolano 40 cm di ingombro frontale e 60 cm di ingombro laterale.

Per quanto riguarda la lunghezza, se si opta per tavoli rettangolari da sei posti, si arriva a 150 cm, mentre con la stessa dimensione il tavolo rotondo ne accoglie otto. E’ comunque importante ricordare che il tavolo rotondo ha un ingombro maggiore e quindi è consigliato in ambienti abbastanza ampi. In caso di spazi esigui, la soluzione migliore è rappresentata dal tavolo quadrato, che può essere estendibile in caso di cene numerose.

Dal punto di vista dei materiali ne esistono moltissimi in commercio, talvolta abbinati in maniera contrastante. Piani d’appoggio in legno e gambe in acciaio, tavoli in cristallo e dettagli in pvc, si tratta di scelte originali e dal forte impatto estetico ma non bisogna dimenticare l’importanza della funzione. Se il tavolo viene usato spesso, anche per attività non legate al pranzo ed alla cena, è preferibile optare per un materiale più resistente e duraturo.

IL SALOTTO

Si tratta di uno spazio multifunzionale, nel quale ci si può rilassare, ritrovare, studiare e coltivare le proprie passioni. Per questo motivo non esistono delle vere e proprie regole da seguire ma è bene modellare lo spazio sui propri gusti e bisogni. Obiettivo primario è quello di rendere l’ambiente caldo ed accogliente, a maggior ragione da quando il soggiorno è diventata zona molto sfruttata nella quotidianità a scapito dell’immagine asettica che ha conservato per lungo tempo. Elemento cardine di questo ambiente è il divano: a due o tre posti, con pouf o poggiapiedi, l’importante è che sia comodo ed avvolgente.

Altro parametro importante da considerare per assicurare il comfort è l’altezza del poggiatesta: dev’essere proporzionata all’altezza del fruitore per evitare il malessere fisico. Calibrate le dimensioni sullo spazio a disposizione, si potrà scegliere il materiale: pelle, ecopelle, tessuto, la soluzione ottimale è avere la possibilità di lavare la fodera all’occorrenza.

La zona giorno: moodboard come arredare il salotto

Ad affiancare il divano è molto utile il tavolino da caffè, strategico piano d’appoggio di libri e tisane, ne esistono alcuni con vassoio smontabile. In questo caso avrete tavolino, vassoio e struttura d’appoggio in un unico e pratico arredo. Se il committente è un buon lettore, non potrà mancare in salotto una libreria nella quale riporre con ordine volumi e riviste.

In commercio ne esistono di ogni tipologia ed ingombro; si va dai classici moduli standardizzati, alle sezioni studiate su misura rispetto alla conformazione spaziale, fino alle pareti attrezzate. Utilizzate come separè, o posizionate lungo le pareti, essendo elementi molto flessibili aiuteranno ad ottimizzare lo spazio e a sfruttare anche angoli all’apparenza inutili. E’ necessario fare attenzione alle prestazioni della libreria, scegliendola così in base alla capacità contenitiva, alla praticità ed alla durabilità nel tempo. Inoltre si tratta di arredi che possono essere anche personalizzati nelle finiture così da ottenere una buona resa estetica. Infine, alcune soluzioni sono anche multifunzionali, come quelle che prevedono utili piani a ribalta che diventano superfici d’appoggio, o scomparti che funzionano da porta tv.

Dal punto di vista illuminotecnico, è importante che l’ambiente in questione sia accogliente, per questo è nettamente sconsigliata la luce fredda, in favore di fonti luminose dal fascio caldo e diffuso. Sono perfette inoltre, le lampade da terra, veri e propri pezzi d’arredo, funzionali e gradevoli alla vista. Per quanto riguarda i complementi, dovranno sposare il gusto personale e rendere l’ambiente personalizzato ed accogliente; i tappeti delimiteranno aree specifiche e raccolte, come quelle di divani e poltrone, mentre tende e cuscini potranno essere scelti con coerenza stilistica onde evitare l’ “effetto bazar”.

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