Gli spazi per il lavoro

Per il benessere psicofisico del lavoratore

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Pubblicato il

06 Febbraio 2020

Il progetto del luogo lavorativo

Gli spazi destinati alle attività lavorative richiedono un’attenta progettazione poiché si tratta di ambienti vissuti dall’utenza per gran parte della giornata. Con l’obiettivo di assicurare benessere psicofisico al lavoratore, l’iter progettuale deve attenersi alla normativa vigente e seguire i dettami ergonomici, acustici ed illumino tecnici. Ciascuna attività dev’essere svolta in completa sicurezza e libertà da parte di tutti i fruitori delle sedi aziendali. A seconda del tipo di mansione e lavoro svolti all’interno degli ambienti, in fase progettuale è bene scegliere l’organizzazione spaziale e la tipologia distributiva più opportuna. Per finire, la scelta del design e dell’arredo rende gli spazi esteticamente piacevoli e confortevoli, al fine di assicurare un ottimale svolgimento del lavoro. È quindi chiaro, come il progetto che riguarda tali spazi sia molto complesso poiché deve soddisfare esigenze diverse, accogliere un’utenza variegata ed assicurare sicurezza ed accessibilità. Per questo motivo, è bene suddividere l’iter progettuale in vere e proprie fasi che si susseguono ed al completamento delle quali è possibile raggiungere l’obiettivo prefissato:

  1. Scegliere il tipo di ufficio a seconda delle attività che vi si devono svolgere
  2. Studiare il flusso di utenza previsto negli ambienti
  3. Organizzare gli spazi secondo le necessità puntuali
  4. Progettare una cellula lavorativa “base” nel caso di uffici pluricellulari
  5. Scegliere l’arredo al fine di assicurare comfort e funzionalità
  6. Prevedere percorsi e spazi accessori

Per prima cosa quindi, è bene definire il luogo a seconda delle attività che vi si svolgeranno poiché cambiano le esigenze e di conseguenza anche l’organizzazione spaziale e l’arredo necessari. Ad esempio, uno studio tecnico professionale richiederà una suddivisione tra zona di accoglienza dei clienti e sale per il ricevimento, mentre un ufficio aziendale sarà più complesso date le dimensioni maggiori e il maggior numero di lavoratori che accoglierà. Infatti, risulta essere davvero importante considerare il flusso di persone che si recano nello spazio lavorativo al fine di assicurare funzionalità e comfort.

Inoltre, a seconda delle attività che si svolgono, si determina l’organizzazione degli spazi: singole unità per mansioni che richiedono concentrazione, open space per lo scambio continuo di informazioni tra colleghi. Anche l’arredo dovrà incontrare le necessità del target al fine di garantire funzionalità e flessibilità. Tutti gli step che riguardano la progettazione devono basarsi sulle normative vigenti in materia di sicurezza e salute del lavoratore. A tal proposito, sono stabilite alcune regole da seguire fedelmente: si tratta di precetti tecnici che deliberano gli standard qualitativi per l’areazione, il microclima, l’illuminazione e l’acustica propri degli ambienti.

Le normative specifiche sono:

Dlgs 81/2008 Allegato IV – Requisiti dei luoghi di lavoro

Tutela la stabilità degli edifici che ospitano uffici e spazi lavorativi, la loro solidità, i carichi massimi previsti e la loro corretta manutenzione. Inoltre, vengono elencate le dimensioni minime che ogni ambiente deve rispettare, le aperture necessarie alla corretta illuminazione e areazione e tutti i dispositivi predisposti alla sicurezza dei fruitori. Infine, il corretto progetto degli elementi di raccordo (scale, ascensori) e di quelli che costituiscono gli ambienti (pareti, pavimenti e solai).

Dlgs 242/96 relativo alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro

Le tipologie di ufficio

Ogni tipologia organizzativa è in grado di soddisfare i requisiti necessari ad una specifica attività lavorativa affinché sia svolta al meglio. Uno dei primi criteri utilizzati per determinare l’organizzazione spaziale di un ufficio è rappresentato dalla tipologia di lavoro che viene svolta all’interno degli ambienti.

Qualora si tratti di un’attività che richiede attenzione e si svolge in maniera individuale, sarà preferibile una distribuzione a pianta cellulare. Quest’ultima è composta da singole unità separate tra loro e spesso affacciate su un corridoio comune; le stanze sono destinate ad una sola persona e talvolta a piccoli gruppi di lavoratori che collaborano a stretto contatto. In questo caso, si può stabilire un modulo progettuale che valga come matrice e che possa essere moltiplicato per progetti dalle dimensioni variabili.

Tale schema può essere considerato come un’“aggregazione tipo” costituita da un piano d’appoggio (scrivania), una seduta, una fonte luminosa e una scaffalatura utile per sistemare documenti e faldoni. Inoltre, a seconda della policy aziendale, può essere previsto un computer fisso (non sempre perché alcune realtà forniscono i dipendenti di pc portatile al fine di facilitare anche lo smart working) solitamente sistemato sul tavolo. Qualora la separazione tra singole cellule non preveda pareti divisorie ma una distribuzione unica all’interno di un ambiente di grandi dimensioni, sarà necessario l’inserimento di elementi flessibili e schermanti, al fine di assicurare una maggiore privacy.

La seconda tipologia di ufficio più diffusa è caratterizzata dagli ambienti open space: stanze aperte, prive di suddivisioni funzionali, che racchiudono numerose postazioni di lavoro. Questa organizzazione risulta essere perfetta per tutte quelle attività che richiedono la stretta collaborazione tra diverse persone e talvolta tra gruppi di lavoratori che svolgono le loro mansioni in team.

Naturalmente l’assenza di schermi fisici tra una zona e l’altra presuppone che l’attività d’ufficio in questione non richieda troppa concentrazione ed autonomia. Situazione diversa è invece quella che interessa gli uffici scanditi in zone e con una planimetria suddivisa a seconda delle aree funzionali. Il lavoro che vi si svolge non è indipendente ma presuppone lo scambio continuo di informazioni tra un dipartimento e l’altro. Il progetto di tali spazi é realizzato con l’obiettivo di favorire il lavoro in team e prevede stanze dove oltre alle postazioni si trovano attrezzature comuni indispensabili a tutti (stampanti, plotter, attrezzature tecnologiche).

Infine, si possono trovare uffici a pianta combinata che si distinguono per l’elevata flessibilità e per la versatilità necessaria ad accogliere figure professionali differenti. Infatti, questo tipo di ambiente è progettato sia per il lavoro in gruppo che per quello individuale e trova le sue origini nella necessità di garantire uno spazio che nel corso della giornata possa mutare a seconda dell’esigenza (alternanza di comunicazione tra colleghi, confronto, lavoro individuale). Ad ogni tipologia distributiva corrispondono specifiche attività ed è possibile riportare alcuni esempi di realtà che vi trovano luogo:

  • Pianta cellulare > realtà di consulenza, contabilità, informatica
  • Pianta aperta > grandi aziende di telecomunicazione, finanziarie ed amministrative
  • Pianta divisa in zone > assicurazioni, agenzie di comunicazione
  • Pianta combinata > studi di progettazione e design, redazioni creative

Nonostante permanga la differenziazione planimetrica a seconda del bacino di utenza che gli spazi sono soliti accogliere, negli ultimi anni si è registrato un crescente interesse nell’assicurare una maggiore adattabilità sulla necessità del momento. L’attività lavorativa oggi prevede la commistione di professionalità dalla diversa formazione e di conseguenza la collaborazione tra lavoratori che hanno bisogno di spazi e servizi diversi. Al fine di garantire l’ottimale svolgimento del lavoro quotidiano, risulta quindi essere di fondamentale importanza, progettare luoghi che comprendano aree collettive, spazi individuali e zone intermedie di scambio e comunicazione.

L’organizzazione spaziale

Come precedentemente accennato, lo spazio destinato alle attività lavorative sta subendo numerose variazioni negli ultimi anni, a causa di necessità mutevoli. È così che viene meno la netta distinzione tra uffici monocellulari, pluricellulari ed open space, in favore di luoghi dalla forte flessibilità, concepiti per accogliere attività da svolgere autonomamente ed in team. Inoltre, spesso, la sede lavorativa ospita non solo gli uffici ma anche sale dove avvengono riunioni, meeting accessibili da membri esterni, magazzini, archivi e spazi di servizio.

Tale commistione funzionale presuppone alcuni accorgimenti progettuali in termini di comfort acustico ed illuminotecnico. Infatti, è bene che le sale predisposte ad accogliere un gran numero di persone, spesso provviste di maxi schermi e sistemi audiovisivi, siano opportunamente isolate acusticamente, al fine di assicurare concentrazione e privacy alle zone contigue. Allo stesso modo, a seconda della necessità, occorre assicurare un buon livello di illuminazione ed al contrario, di oscuramento, in tutti quegli spazi destinati a proiezioni e presentazioni. A tal fine, devono essere inseriti sistemi ausiliari in grado di calibrare la luce a seconda del momento. Qualora ci si trovi in ambienti di grande metratura dove si svolgono attività diverse destinate a utenti eterogenei, saranno indispensabili opportuni moduli divisori, flessibili, che possano essere sistemati dove occorre per suddividere la superficie al fine di renderla funzionale all’attività variabile che vi si svolge.

Se invece ci si trova in uffici suddivisi in zone, è bene che ogni ambiente rispetti le dimensioni minime per garantire sicurezza e comfort al lavoratore. Talora vigono regole stabilite dalla normativa regionale del territorio in cui si opera, ma in assenza di regolamenti veri e propri è indispensabile considerare alcune misure da rispettare. I differenti ambienti che compongono la sede lavorativa sono classificati e normati secondo la specifica funzione che ricoprono.

I locali dove si svolge l’attività lavorativa vera e propria devono garantire comfort e sicurezza. Ogni singolo ambiente dev’essere alto almeno 2,70 mt e misurare 9 mq, poiché ogni lavoratore deve godere di almeno 3 mq. È necessario che siano sempre presenti le aperture predisposte a garantire un buon livello di illuminazione naturale durante le ore diurne; ogni apertura deve misurare almeno 1/8 della superficie a pavimento dell’ambiente in questione. In rare circostanze, ad esempio in negozi o piccoli uffici, può capitare che la superficie utile all’attività lavorativa si distribuisca su due livelli: è il caso del soppalco. Per questa particolare tipologia occorre che l’altezza dell’ambiente soppalcato e di quello sottostante non sia mai inferiore a 2,40 mt; inoltre è obbligatoria la presenza degli appositi parapetti che preservano da cadute accidentali.

Le scale devono essere progettate adeguatamente (pedata e alzata agevoli e antiscivolo) e l’accesso regolato da normativa. Nonostante il fulcro di tali luoghi sia rappresentato dagli uffici, vi sono altri locali che rivestono un’importanza fondamentale per tutte quelle attività complementari rispetto quella lavorativa. Ne sono un esempio i locali di servizio, predisposti per supportare ogni tipo di attività: corridoi, spazi di raccordo, archivi, servizi igienici. Posizionati a seconda dell’utilità, prevedono un uso discontinuo da parte di coloro che lavorano presso la sede interessata e coloro che vi transitano per appuntamenti, visite, attività formative e di manutenzione. Tutti gli ambienti devono avere un’altezza minima di 2,40 mt e si possono trovare ai diversi piani fuori terra o in quello seminterrato.

Nel caso di magazzini ed archivi, spesso questi si trovano nel piano seminterrato perché di grandi dimensioni, possono accogliere ampie strutture che ospitano documenti e faldoni cartacei ma anche capi d’abbigliamento e oggetti dal grande ingombro in caso di aziende di tipo commerciale e produttivo. Le dimensioni minime dipendono dall’uso del locale: per i servizi igienici vige un minimo di 1-1,2 mq tenendo conto che dev’essere sempre presente almeno un servizio per i disabili. Questa tipologia di ambienti prevede l’inserimento obbligatorio di un disimpegno che li separi dagli spazi di lavoro. Tutti i locali devono essere areati in maniera diretta o indiretta ed illuminati correttamente. Infine, nel caso di aziende di entità medio-grande si possono trovare locali di supporto alle attività lavorative come la mensa, l’infermeria e le zone per l’accoglienza. Anche per questi ambienti sono previste dimensioni minime e standard aero-illuminanti da rispettare.

Parametri per il comfort ambientale

L’obiettivo primario che la progettazione degli ambienti destinati all’attività lavorativa deve prefissarsi, consiste nell’assicurare benessere e sicurezza al lavoratore, perché solo attraverso tali condizioni si ottiene la massimizzazione dei risultati finali. Per questo motivo, occorre considerare alcuni principi di fondamentale importanza. Lo scopo dell’intero iter progettuale è quello di rendere gli ambienti lavorativi performanti e confortevoli dal punto di vista termico, acustico ed illuminotecnico.

– Comfort visivo

A partire dalla conformazione dell’ambiente, dalla funzione che si svolge nella zona specifica e dalle necessità dell’utenza, è bene distinguere il giusto livello di illuminazione di cui si necessita, anche in relazione all’intensità luminosa naturale presente negli ambienti. All’interno di un edificio ad uso lavorativo, le aree destinate alle mansioni vere e proprie (scrivanie, macchinari comuni per la stampa e per altre mansioni) avranno bisogno di una luce maggiore rispetto, ad esempio, agli angoli relax inseriti per la pausa caffè.

Anche la zona adibita all’accoglienza e alle informazioni dovrà essere dotata di una buona illuminazione, meglio se di tipo scenico o comunque studiata sull’immagine coordinata dell’azienda, perché trattasi del biglietto da visita dell’intera sede. Lo studio illuminotecnico rappresenta un aspetto importante nella progettazione dell’ambiente lavorativo, poiché deve assicurare l’adeguato comfort visivo, indispensabile al corretto svolgimento delle attività predisposte. A tal fine, occorre evitare la creazione di zone d’ombra o sovra-illuminate, attraverso una corretta distribuzione delle fonti luminose e la scelta di luci calibrate sulla singola funzione. Solo in questo modo si otterrà un’atmosfera che riesce a stimolare il lavoro ed allo stesso tempo a non affaticare gli occhi di chi trascorre gran parte della giornata al videoterminale.

I valori di riferimento utilizzati nel progetto illuminotecnico dell’ufficio vengono stabiliti dalla norma UNI 10380. Gli apparecchi sono scelti considerando le classi A e B che comprendono rispettivamente fonti luminose dalle prestazioni medio – alte ed alte. Inoltre, negli ultimi anni si è prestata particolare attenzione al risparmio energetico soprattutto all’interno dei luoghi lavorativi dove luci e macchinari elettronici sono utilizzati per la maggior parte della giornata, causando ingenti consumi. Per questo motivo, è bene ottimizzare i costi d’investimento ed allo stesso tempo contribuire al contenimento del dispendio energetico, attraverso l’impiego di apparecchi luminosi a LED.

Data la destinazione d’uso propria degli uffici, la scelta ottimale è rappresentata da lampade di colore neutro, aventi temperatura cromatica pari ai 4000K ed apparecchi posizionati in maniera strategica per assicurare luce diffusa, puntuale ed evitare sgradevoli riflessi sullo schermo dei pc. È quindi chiaro come ogni scelta é ponderata sulla funzionalità e sulla necessità di ogni singola zona.

Inoltre, grazie alle tecnologie smart, gli uffici oggi sono dotati di sistemi di personalizzazione della luce a seconda del gusto e dell’esigenza del lavoratore. Infatti, è bene dare la possibilità di regolare temperatura e colore di ogni apparecchio al fine di non stancare la vista e poter così svolgere l’attività lavorativa in modo confortevole. I prodotti di ultima generazione sono dotati di sensori che riconoscono determinate aree dell’ufficio e quindi forniscono l’illuminazione studiata sull’esigenza specifica, si autoregolano a seconda della luce naturale presente e si attivano solo quando intercettano la presenza umana. Per questo motivo, oggi in azienda, ogni postazione di lavoro può essere personalizzata anche sotto il profilo illumino tecnico.

– Comfort termico

Il mantenimento di un microclima piacevole all’interno degli uffici è prerogativa fondamentale al fine di assicurare performances ottimali da parte dell’utenza. Per garantire il comfort ideale è bene stabilire le caratteristiche termo-igrometriche che gli ambienti devono possedere a seconda del luogo e del periodo dell’anno e i ricambi dell’aria interna necessari a garantire la qualità della stessa.

A tal fine, è fondamentale che sia presente un numero adeguato di aperture, grazie alle quali poter far fluire l’aria in modo naturale. Infatti, qualora manchino le finestre o non siano sufficienti, sarà necessario l’inserimento di appositi impianti di climatizzazione e di areazione. È infatti fondamentale garantire aria salubre e di qualità a tutti gli occupanti degli uffici come stabilito dalla normativa vigente. Per questo motivo, è bene che siano assenti sostanze tossiche nell’aria e che in presenza di impianti di climatizzazione sia effettuata un’attenta manutenzione e pulizia dei relativi filtri e delle bocchette. Per quanto riguarda la temperatura ideale da mantenere all’interno degli ambienti, essa si plasmerà sulle caratteristiche fisiche degli spazi e delle sue componenti oltre che sul periodo dell’anno. I valori di riferimento per l’ottenimento del comfort interno si aggirano a 22°C in estate e 19°C in inverno con un tasso di umidità relativa circa del 50%. Per evitare un innalzamento eccessivo della temperatura durante la stagione estiva, è bene dotare le finestre dell’edificio di tende e dispositivi schermanti. Inoltre, la scelta di munire gli impianti di termostati, in grado di regolare la temperatura a seconda della necessità, garantirebbe un consistente risparmio in termini energetici ed economici.

– Comfort acustico

Se una corretta illuminazione delle postazioni di lavoro ed un microclima equilibrato assicurano il benessere del lavoratore, anche l’assenza di rumori sgradevoli risulta essere di fondamentale importanza. Dal punto di vista progettuale infatti, vigono importanti requisiti acustici che, se osservati, contribuiscono al più corretto svolgimento delle attività lavorative.

Attualmente, la diffusione degli ambienti open space che riuniscono un gran numero di dipendenti, presenta il problema della sovrapposizione di suoni e rumori. Ad esempio, il riverbero acustico causato dal chiacchiericcio tra colleghi, risulta essere molto fastidioso al punto tale da influire negativamente sul rendimento del lavoratore. Venendo meno la concentrazione e aumentando stress e stanchezza, anche il benessere psicofisico viene messo a dura prova. Tuttavia, per ovviare a questo tipo di problema, è possibile porre rimedio individuando la causa del disturbo e impiegando soluzioni fonoassorbenti che fungono da ostacolo per la propagazione delle onde sonore. Questo tipo di prodotto, spesso rappresentato da pannelli flessibili e facilmente adattabili grazie alle varianti cromatiche e materiche, garantisce un considerevole incremento del comfort acustico, senza la necessità di intervenire sulla struttura dell’edificio.

Nonostante l’esempio dell’ufficio a pianta libera sia forse il più complesso in termini di disturbo sonoro, anche gli uffici suddivisi in singole postazioni possono presentare le medesime difficoltà. In tal caso, risulta essere molto importante inserire sistemi di mascheramento acustico grazie ai quali viene riprodotto un suono simile ad un ventilatore poi diffuso omogeneamente in tutto l’ambiente. Inoltre il controsoffitto dovrà assicurare alte prestazioni fonoassorbenti e garantire l’isolamento acustico. I valori limite stabiliti dalla normativa si aggirano intorno ai 50 dBA e se superati, possono presentarsi disturbi fisici come stanchezza ed affaticamento. Sul mercato sono presenti numerosi arredi d’ausilio alla protezione acustica: sedute munite di alzate studiate per essere ostacolo alla propagazione dei suoni e divani con bordi alti posizionati per racchiudere ed avvolgere l’utente desideroso di privacy.

La scelta dell’arredo

All’interno degli ambienti destinati alle attività lavorative, la scelta dell’arredo si rivela di fondamentale importanza per il corretto svolgimento delle mansioni quotidiane. Il primo aspetto da considerare riguarda le dimensioni e la tipologia planimetrica proprie degli ambienti: uffici open space, singole cellule e comparti misti necessiteranno di un arredamento differente. Infatti, a seconda del tipo di attività da svolgervi, gli occupanti dell’edificio avranno particolari esigenze.

La prerogativa fondamentale è che ogni singola componente assicuri comfort e funzionalità ancora prima della resa estetica. All’interno di sedi aziendali complesse, le aree destinate alla reception e all’accoglienza dovranno essere dotate di svariate sedute e di banconi dimensionati in modo da non ostacolare la comunicazione tra il pubblico e i dipendenti. È necessario che tale zona sia sempre pulita, illuminata adeguatamente e che rispetti l’immagine aziendale poiché costituisce il primo spazio accessibile per chi arriva dall’esterno. A tal proposito dev’esserci la completa assenza di barriere architettoniche ed elementi che possano ostacolare la libera circolazione.

Anche le aree destinate alle pause devono essere curate e studiate per assicurare comfort e relax, grazie all’inserimento di salottini e distributori alimentari e di bevande. Per quanto riguarda l’allestimento degli uffici veri e propri, occorre stabilire un modulo “base” al quale addizionare complementi a seconda della necessità. Tale matrice è solitamente costituita da una scrivania, una seduta, una lampada da tavolo e talvolta una scaffalatura.

Il piano d’appoggio è forse l’elemento più importante, in quanto sulla scrivania si svolge la maggior parte delle attività lavorative; le dimensioni minime calcolate coincidono a 60 cm di profondità per 1 mt di lunghezza e l’altezza deve consentire l’inserimento agevole della sedia in modo che l’utente sia comodo anche da seduto (75 cm). La forma è solitamente quella rettangolare, mentre i materiali possono variare ma vanno scelti nell’ottica di agevolare la manutenzione e la pulizia. La scelta ottimale prevede la collocazione del tavolo con le spalle al muro e mai davanti ad aperture che causerebbero spiacevoli riflessi sui monitor dei pc. Una soluzione innovativa riguarda la scrivania regolabile in altezza, perfetta negli open space dove le postazioni sono fruibili a rotazione tra colleghi con esigenze fisiche anche molto diverse tra loro.

La sedia invece, dev’essere studiata sull’ergonomia e deve assicurare comfort e sicurezza al lavoratore che vi trascorre molto tempo seduto sopra. Infatti, qualora non rispettasse le dimensioni minime, causerebbe malessere e stanchezza con un conseguente scarso rendimento da parte del fruitore. Il sedile dev’essere girevole e lo schienale flessibile affinché si possano regolare l’altezza e l’inclinazione a seconda dell’esigenza.

Dal punto di vista dei materiali, sono preferibili fibre traspiranti e forate che garantiscono benessere anche durante le stagioni calde, a scapito delle vecchie poltrone girevoli in pelle con imbottitura sintetica. Per agevolare lo svolgimento delle mansioni lavorative è bene dotare ogni singola postazione di una lampada da tavolo che emetta luce diffusa e che possa essere regolata a seconda del bisogno. Sono da preferire toni caldi e lampadine a basso consumo energetico, così da evitare l’affaticamento della vista e contribuire alla salvaguardia ambientale.

Spesso, tale “modello” viene completato da scaffalature appositamente dimensionate per raccogliere materiale e documenti utili per il lavoro quotidiano. Nel caso in cui la planimetria preveda più postazioni, le stesse possono essere divise attraverso pannelli fonoassorbenti che garantiscono privacy e un adeguato isolamento acustico. All’interno degli open space è fondamentale che gli arredi siano flessibili e possano essere spostati a seconda dell’esigenza del momento, assicurando sempre libertà di movimento ed accessibilità da parte di tutti. Inoltre, in alcuni casi è possibile optare per vere e proprie soluzioni componibili dove tavoli e sedie si assemblano a seconda del numero di utenti previsto. È quindi chiaro come la scelta dell’arredamento per gli spazi lavorativi debba prediligere l’aspetto funzionale, la praticità ed il comfort, al fine di aumentare il benessere e la produttività dei lavoratori.

Gli spazi per il lavoro: dimensionamento scrivania dwg. Archweb
Distanze minime tra postazioni in un ufficio open space: dimensioni minime di una postazione di lavoro e schema semplificativo della seduta da lavoro ideale. Clicca sull’immagine per scaricare il dwg.

Se un tempo il progetto tradizionale di un’azienda prevedeva uffici e sale conferenze di grandi dimensioni, atte ad accogliere un gran numero di persone, oggi si preferisce ridimensionare tali spazi e studiarli secondo la reale necessità. Infatti, spesso si rivela più utile fruire di aree più piccole ma in numero maggiore, anziché di pochi grandi spazi sovradimensionati. Questo perché in molte società si ha l’esigenza di possedere ambienti piccoli e specializzati dove ogni team (formato da poche persone) può riunirsi a discutere e svolgere le attività puntuali che gli competono.

Organizzando la planimetria secondo quest’ottica, è più facile ottimizzare lo sfruttamento degli spazi evitando di inserire sale troppo grandi ed utilizzate solo parzialmente. Inoltre, come già accennato, se il lavoro oggi si basa perlopiù sulla cooperazione di più persone, appare evidente che il concetto di ufficio con singole postazioni sia ormai superato. È per questo motivo che spesso, quando i lavoratori sono in smart working, fuori dalla sede aziendale, svariate scrivanie rimangono inutilizzate.

A fronte di tali situazioni, molte aziende optano per la condivisione di spazi occupati a rotazione dai colleghi presenti in ufficio. Tuttavia, se gli ambienti aperti massimizzano lo sfruttamento dello spazio e favoriscono lo scambio e la comunicazione tra colleghi, dall’altra parte ne sacrificano la privacy e la concentrazione. Al fine di non compromettere la produttività e garantire la riservatezza di ogni lavoratore, è necessario che vi siano anche alcune zone più raccolte dove poter svolgere in autonomia il proprio lavoro ed elaborare progetti che vengono condivisi solo in un secondo momento.

Un altro aspetto innovativo riguarda lo sfruttamento in chiave sociale di aree un tempo marginali e trascurate. Ne sono un esempio i percorsi che collegano i vari uffici o le diverse isole funzionali dell’edificio: una volta tali spazi assolvevano ad un’unica funzione e non venivano realmente vissuti e sfruttati, oggi invece assumono compiti diversi. Con la progressiva smaterializzazione dei singoli uffici e la fusione in ambienti comuni, i percorsi vengono inglobati negli spazi lavorativi o diventano zone di connessione dove si svolgono incontri e scambi di informazioni.

Un secondo caso è rappresentato dalle zone relax e ricreative, prima utilizzate per il consumo dei pasti o di uno snack, oggi reinterpretate come preziosi contenitori sociali dove fare interagire i colleghi, grazie anche alla cura estetica e confortevole di sedute e spazi interattivi. Ma a cambiare non è solo l’organizzazione spaziale degli uffici ma anche la loro tipologia, sempre più attenta alle necessità contemporanee che si distinguono radicalmente da quelle del passato. Con l’evoluzione del concetto di lavoro e della sua organizzazione, gli uffici sono sempre più flessibili, sempre più adattabili e differenziati. È in questo scenario che si diffondono i coworking, le postazioni domestiche e gli uffici temporanei: ciascuno contraddistinto da specifiche caratteristiche e pensato per esigenze molto diverse tra loro.

I primi si caratterizzano per la possibilità di condivisione degli spazi, grazie alla quale si può ottenere un consistente risparmio economico. Il duplice vantaggio è quello di lavorare a progetti in modo indipendente, anche con professionisti appartenenti a settori diversi dal proprio, ma a contatto di altre persone. È così possibile intrecciare nuove conoscenze, scambiare contatti e risparmiare, sacrificando però la riservatezza ed il privilegio di possedere uno studio proprio dove ricevere anche clienti e collaboratori. La seconda tipologia è perfetta per il lavoratore autonomo o per chi alcuni giorni della settimana lavora in smart working.

Ciò che importa è possedere un ambiente di casa o ritagliarsi una zona destinata al lavoro dove è fondamentale sentirsi a proprio agio per potersi concentrare adeguatamente. L’aspetto negativo riguarda la sfera sociale poiché il rischio è quello di isolarsi e perdere il contatto diretto con i colleghi. Infine, le postazioni di lavoro temporanee rappresentano una commistione delle due suddette tipologie, in quanto sono caratterizzate da un’area di lavoro propria all’interno di un appartamento condiviso da diversi professionisti. In tal modo è possibile spartire le spese ed allo stesso tempo fruire di uffici già organizzati ed utilizzabili anche per brevi periodi.

Uffici e nuovi spazi funzionali come plus valore

Con il passare del tempo, l’idea dell’ufficio come insieme di postazioni lavorative formate da scrivania, sedia e computer fisso è stata ampiamente sdoganata. Infatti, è sempre più diffusa l’idea che le grandi realtà aziendali internazionali, scelgano di inserire nelle proprie sedi direzionali, ambienti destinati ad un uso differente da quello prettamente lavorativo. Tale strategia ha il duplice fine di fornire maggior benessere al dipendente e di aumentarne la produttività.

Alla base, il restyling di vecchi uffici prevede un miglioramento estetico e funzionale, finalizzato all’aumento della sicurezza e del comfort dell’utente, mentre i progetti ex novo si plasmano sui rapidi cambiamenti del momento. Infatti, una società in continuo movimento e con esigenze sempre mutevoli necessita di spazi flessibili e multifunzionali. La giornata del lavoratore viene così scandita da attività diversificate e il concetto di “social” la fa sempre più da padrone. Il mix funzionale è sempre più richiesto: le sale riunioni si collocano vicino agli uffici open space che sono intervallati da aree relax e spazi destinati allo svago del dipendente. Di queste ultime, ne sono un esempio le aule gioco provviste di calcio balilla o ping pong adatte per scaricare le tensioni e trascorrere qualche minuto in compagnia.
Anche la pausa pranzo diventa un pretesto per socializzare e riposarsi un po’ dai ritmi frenetici del lavoro: in alcuni casi le aziende decidono di ricreare un ambiente familiare, riproducendo cucine simili a quelle che si trovano nelle residenze private. Avere la possibilità di utilizzare gli elettrodomestici come a casa, per scaldare il cibo, preparare un caffè o un tè, aiuta il buonumore del dipendente.

Sala yoga spazio coworking
Sala yoga all’interno di uno spazio di co-working, Londra
Foto: Tony Murray da www.officesnapshots.com

Qualora si vogliano rendere gli spazi più salubri e vitali, risulta essere un’ottima idea introdurre piante ed inserti verdi che daranno respiro all’intero ambiente. Anche l’attività sportiva è importante per la salute del lavoratore: è così che sempre più spesso le sedi aziendali vengono dotate di ambienti per lo yoga, per le attività collettive di fitness ed ancora di campetti da basket e da tennis. Si può quindi dedurre che si sta sviluppando sempre di più l’idea di uno spazio multifunzionale, che abbracci la vita del lavoratore a 360° e che lo stimoli, al fine di rendere piacevole la giornata trascorsa in azienda e migliorare le prestazioni sul lavoro.

Spazi per il lavoro: aree comuni con altalene
Spazi comuni con altalene in una sede Software House, Polonia
Foto: Tomasz Zakrzewski da www.officesnapshots.com
Spazi per lavoro: ufficio linkedin a San Francisco
Funzionalizzazione di un ambiente interno della sede Linkedin, California

Uffici direzionali contemporanei

Come anticipato, con il trascorrere del tempo è cambiato molto il concetto di ufficio e la sua progettazione oggi deve adattarsi ai bisogni contingenti. Al passo con i tempi, con le idee innovative, con una modalità sempre più smart e condivisa del lavoro, le grandi multinazionali concepiscono le loro sedi aziendali in maniera nettamente diversa rispetto a quella del passato. È per questo che si assiste ad una progressiva smaterializzazione e ad una maggiore fluidità e continuità degli spazi.

Inoltre, è sempre più frequente l’inserimento di aree funzionali molto diverse rispetto all’attività lavorativa, concepite per stimolare il lavoratore e coinvolgerlo in attività extra-lavorative. Talvolta, viene predisposto un piano dell’edificio o un’area, a seconda della grandezza della specifica realtà aziendale, destinato al consumo dei pasti (mensa, bar, isole alimentari) e alla restante parte della pausa pranzo, con aree d’intrattenimento (calcio balilla, salottini) e sportive (palestre attrezzate). Questo tipo di attenzioni è considerato normale nell’ottica del benessere del dipendente, vero e proprio capitale per l’azienda; tuttavia talvolta si tratta di un’arma a doppio taglio della quale è bene che il lavoratore sia a conoscenza.
Possiamo ora annoverare alcuni esempi di realtà affermate, nello scenario odierno, che adottano tali principi per la progettazione delle proprie sedi aziendali.

Vodafone Village – Milano Lorenteggio, Studio PRP, 2012

Concepito all’interno del progetto di riqualificazione del quartiere Lorenteggio, occupa lo spazio di una fabbrica dismessa. Proposito del progetto è stato quello di rifarsi al concetto tradizionale di luogo aggregativo e polo attrattore, dove i lavoratori potessero sentirsi a proprio agio. Denominato Borgo Lorenteggio, il complesso è costituito da una pluralità di edifici in cemento bianco e vetro, disposti in maniera circolare al fine di abbracciare una piazza centrale, interna. Con una distribuzione su 9, 11 e 14 piani fuori terra, i primi tre edifici ospitano gli uffici destinati a 3000 lavoratori

Il progetto degli spazi interni è stato condotto con un duplice obiettivo: quello di garantire funzionalità ed allo stesso tempo rispettare l’estetica dell’immagine aziendale. La planimetria combina ambienti studiati per svolgervi riunioni ed attività di aggiornamento, grandi open space ideali per il team working e singoli uffici dov’è possibile concentrarsi e lavorare in riservatezza.

I percorsi e gli elementi di raccordo sono spesso arricchiti da sedute e poltrone dove i colleghi possono scambiarsi informazioni, mentre le aree per la pausa sono dotate di distributori alimentari automatici e piani d’appoggio con sedute, dove poter consumare un pasto veloce. Il colore predominante dell’arredo e delle finiture è il rosso, selezionato per richiamare in modo diretto l’identità aziendale. Ogni scelta è stata condotta con l’intento di favorire la condivisione e la collaborazione tra colleghi e prediligere il benessere del lavoratore. A tal fine, sono stati inseriti altri due edifici: il primo ospita al suo interno una palestra, un asilo nido ed alcuni esercizi commerciali.

Il secondo invece, è destinato ad accogliere un’ampia mensa aziendale e svariate sale per congressi ed attività formative. Inoltre, la piazza centrale sopraelevata, è stata concepita come incubatore sociale, luogo studiato per incrementare lo scambio tra i lavoratori durante le pause pranzo e gli spostamenti interni. Tutti gli edifici con destinazione funzionale differente vengono progettati come appartenenti ad un unico grande sistema del quale il lavoratore deve sentirsi parte integrante. Infine, l’iter progettuale è stato condotto con un particolare occhio di riguardo per il risparmio energetico ed il rispetto per l’ambiente. Infatti, sono stati impiegati materiali eco-friendly, come i pannelli in cemento fotocatalitico predisposti per ridurre gli inquinanti nell’aria e sistemi per il contenimento dei costi.

Ne sono un esempio i numerosi pannelli che costituiscono il cosiddetto “giardino fotovoltaico”, in grado di produrre molta energia elettrica o il sistema predisposto per il recupero e lo sfruttamento delle acque piovane. Anche dal punto di vista termico, le scelte tecnologiche prevedono lo sfruttamento delle energie rinnovabili e il mantenimento del comfort ambientale, grazie all’impiego di tripli vetri con schermi mobili, controllabili attraverso software dedicati. In questo modo, è possibile modificare l’inclinazione delle lamelle in facciata ed ottenere l’intensità luminosa ideale sfruttando la luce naturale e regolandola secondo necessità. Per tutti questi motivi, il Vodafone Village di Milano si è guadagnato la Certificazione LEED argento divenendo il più grande complesso italiano ecosostenibile ed allo stesso tempo tecnologico.

Gli spazi per il lavoro: vista dall'alto e planimetria del Villaggio Vodafone a Milano
Foto sinistra: vista esterna del complesso e della piazza interna – Fonte http://www.ordinearchitetti.mi.it
Foto destra: pianta piano primo Vodafone Village – Fonte https://www.greenbuildingmagazine.it
Spazi per il lavoro: foto degli interni del Villaggio Vodafone a Milano
Sala conferenze e ambienti funzionali dotati di poltrone isolate acusticamente del Vodafone Village
Fonte http://www.dantebeniniarchitects.com

Facebook Italia – Piazza Missori Milano, Studio RE|value, 2013-2014

Il progetto per la sede italiana di Facebook si rivela rispondente ai valori aziendali del colosso dei social network, per il quale l’interazione sociale rappresenta la sua stessa ragion d’essere. Dal punto di vista spaziale tali principi si traducono in ambienti privi di diaframmi dove la continuità e la fluidità la fanno da padrone. Infatti, l’interazione tra colleghi è indispensabile come la trasparenza e la comunicazione; gli ambienti si susseguono tra aree dotate di postazioni lavorative aperte, sale per riunioni e meeting e quelle destinate alle pause. La planimetria è libera, caratterizzata da 650 mq di open space che accolgono piani di lavoro e sedute e che permettono a tutti i colleghi di lavorare ed interagire liberamente. Dal punto di vista estetico è stato deciso di fondere la tradizione italiana con l’identità dell’azienda americana.

La scelta è ricaduta su uno stile pop dai colori vivaci, ricreando ambienti familiari, accoglienti e stimolanti dal punto di vista sociale. Artigianato e qualità si sposano con armonia ad arredi tipici dello scenario USA, ma trova spazio anche il recupero dal gusto vintage all’interno della cucina che riproduce una latteria, simbolo e spazio di aggregazione della tradizione meneghina. Quello che importa è ricreare un luogo amichevole, familiare, dove il lavoratore possa sentirsi come a casa e possa essere libero di esprimere le proprie idee senza esitazioni, proprio come avviene sul social network. Per questo motivo gli ambienti sembrano pensati per dare l’impressione di non essere completamente finiti ma di essere oggetto di cambiamento e crescita costanti, proprio come l’azienda che rappresentano.

Gli spazi per il lavoro: interni della sede italiana Facebook a Milano
Ufficio open space e sala ricreativa all’interno della sede italiana di Facebook
Fonte: http://www.businesspeople.it

Dropbox Headquarters – San Francisco, Rapt Studio – Avroko, 2016

L’headquarter di Dropbox a San Francisco rappresenta il classico esempio di progetto contemporaneo di uffici volto a soddisfare il benessere del lavoratore. Con circa 30 mila mq, ospita 1500 dipendenti ed offre loro una grande varietà di ambienti funzionali interni. Infatti, l’obiettivo dell’intero iter progettuale è stato quello di ricreare ambienti vivibili, luminosi e rilassanti dove il fruitore si sentisse come a casa propria, nell’ottica di un benessere direttamente proporzionale al rendimento professionale.

A partire da quelli che erano stati i deficit del vecchio progetto di uffici, è stato chiaro da subito come intervenire e risolvere tali problemi. A fronte di ambienti angusti, stretti e poco stimolanti, si è voluto dotare la sede del colosso americano di ambienti multifunzionali che garantissero un’ottimale comunicazione tra colleghi ed il libero svolgimento delle differenziate attività lavorative. Per questo motivo, il concept progettuale si è concentrato sull’organizzazione di spazi che fossero luminosi, accoglienti e funzionali rispetto alle necessità di ciascun lavoratore.

La differenziazione riguarda anche le scelte materiche e formali dell’arredo e delle finiture di ogni singolo ambiente: l’idea predominante è quella di un complesso che sia in continua crescita ed evoluzione e che fonda elementi appartenenti a tradizioni diverse. Prevalgono i colori vivaci e le grafiche originali in grado di rendere gli ambienti piacevoli ed informali. Dal punto di vista planimetrico, uffici di dimensioni ridotte destinati al lavoro individuale (che richiede particolare concentrazione) si alternano ad ampie sale predisposte ad accogliere un gran numero di persone che si riuniscono per gli eventi aziendali.

La luce è un elemento importante e lo sfruttamento di quella naturale viene massimizzato così da rendere più vibranti e salubri gli ambienti. Tale accorgimento garantisce la cooperazione, favorisce lo svolgimento delle attività e il continuo scambio di informazioni e materiale tra colleghi. Tuttavia, viene assicurato anche un buon livello di privacy grazie all’inserimento di soluzioni acustiche ed isolanti, studiate per rendere piacevole la collaborazione evitando la propagazione di suoni e rumori disturbanti.

Il fil rouge che ha accompagnato il progetto dell’intero complesso è rappresentato dalla volontà di rifarsi allo scenario urbano, ricco di luoghi pubblici e privati, ciascuno con funzioni diverse. Allo stesso modo, gli ambienti interni vengono utilizzati sia per il lavoro collettivo che per quello individuale, ma anche per le riunioni e per rilassarsi (libreria e sala blu relax). Tutto è progettato a misura d’uomo, al fine di essere percepito in maniera diretta, con la libertà di muoversi e spostarsi secondo l’esigenza, in spazi dove la flessibilità e l’adattabilità regnano sovrane. E non mancano i rimandi alle culture internazionali: ceramiche tradizionali danesi, muri d’acqua e minimalismo giapponese, karaoke e giardini con piante americane. Infine, il verde insieme alla luce contribuisce a rendere più vitale l’ambiente e a farlo vivere con spirito positivo e produttivo, tutti valori su cui si fonda la realtà aziendale di Dropbox.

Gli spazi per il lavoro: uffici open space Dropbox a San Francisco
Gli spazi per il lavoro: uffici Dropbox a San Francisco

Uffici più o meno permeabili: open office ed ambienti riservati per poche persone – Dropbox S.Francisco

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