Edifici passivi

Alte prestazioni energetiche ed elevato standard abitativo

Edifici passivi con alte prestazioni energetiche ed elevato standard abitativo

Articolo di

Categoria

Bioarchitettura

Pubblicato il

29 Giugno 2023

Le costruzioni contribuiscono in maniera considerevole nell’immissione di CO2 nell’atmosfera, consumando energia. Pertanto una delle necessità del futuro è quella di costruire edifici passivi: condomini, case singole, edifici industriali o altro genere di fabbricato.
Costruire passivo vuol dire pensare al futuro, realizzando edifici con alte prestazioni energetiche e in cui sia molto alto il confort abitativo. Si tratta, quindi di costruire nuovi edifici o ristrutturare i vecchi pensando alla qualità complessiva degli edifici e ai costi di gestione.
Per costruire edifici passivi bisogna pensare alla forma e all’esposizione, all’involucro esterno termico, alla parte trasparente dell’edificio, alla ventilazione per il recupero di calore, alla tenuta all’aria e al controllo dei ponti termici, agli impianti; il tutto ipotizzando costi e benefici del risultato ottenuto, da valutare nel tempo di esercizio dell’edificio.

Le case passive sono quelle che coprono la maggior parte del fabbisogno energetico dal riscaldamento e raffrescamento ambientale utilizzando dispositivi passivi. Gli edifici con ridotti fabbisogni termici hanno bisogno di impianti di riscaldamento-raffrescamento dal consumo ridotto.

Per migliorare l’efficienza energetica, la ventilazione controllata deve consentire la circolazione dell’aria senza che ci sia perdita di calore e/o di aria fresca per ottenere la temperatura uniforme nelle varie stanze. Per il fabbisogno energetico dell’abitazione si fa normalmente ricorso alle energie rinnovabili provenienti dall’energia solare, dalla geotermia, ecc.
Il tetto delle case passive di solito ospita impianti fotovoltaici, pannelli solari termici che catturano energia solare per produrre acqua calda per riscaldamento e uso sanitario. Il tetto-giardino ha, poi, una funzione particolare, sia perché favorisce l’isolamento termico e acustico, sia perché può essere installato un impianto che sfrutta la geotermia, attraverso una pompa di calore terra-acqua collegata con sonde che prendono calore del terreno cedendolo ai pannelli radianti per riscaldare gli interni. D’estate si effettua il processo inverso, ottenendo il freddo dal terreno che si convoglia all’interno degli edifici.

Sistemi di guadagno passivo sono quelli, ad esempio, che riescono a riscaldare gli edifici senza ricorrere a forniture energetiche esterne, come le serre solari, i muri di accumulo, collettori solari termici, o vetrate a particolare esposizione.
Tanti devono essere gli accorgimenti per realizzare case passive, come l’utilizzo di impianti di ventilazione e circolazione d’aria, infissi termici e coibentazione delle pareti.

Le finestre termiche svolgono un doppio ruolo, contribuiscono a migliorare l’isolamento dell’edificio passivo e, contemporaneamente, trasmettono i raggi solari nell’interno, con la funzione di aumentare il tepore nelle case nella stagione fredda.
Nei paesi nordici le case passive con basso consumo energetico sono molto diffuse, coniugano due aspetti fondamentali dell’edilizia ecosostenibile, la maggiore sostenibilità e l’efficienza energetica.

Il termine casa passiva, Passivhaus, nasce a fine anni ’80, da due professori universitari, il tedesco Feist e lo svedese Adamson e si riferisce a quelle abitazioni che permettono di soddisfare il fabbisogno termico con limitato contributo di fonte energetica supplementare, senza utilizzare sistemi di riscaldamento tradizionali.
Il riscaldamento passivo recupera l’irraggiamento solare trasmesso dalle finestre, dagli abitanti e dagli elettrodomestici.

L’istituto PassivHaus fissa quatto punti per ottenere il certificato energetico di casa passiva:

  • consumo di energia primaria (max 120 kWh/mq);
  • riscaldamento necessario per l’abitazione (inferiore a 15 kWh/mq annui);
  • tenuta all’aria;
  • trasmittanza dell’involucro (pari opache U=0,15W/mqK e vetrate U=0,8 W/mqK).

Foto copertina: sezione trasversale di un edificio passivo a Darmstadt-Kranichstein in Germania, progettato dagli architetti Bott / Ridder / Westermeyer

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