Domande e risposte sul bagno

Consigli e soluzioni per il bagno

Domande e risposte sul bagno: soluzioni per il bagno

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Consigli in pillole

Pubblicato il

27 Luglio 2019

Che tipo di piatto doccia scegliere?

Le abitudini odierne hanno portato ad una diffusione sempre maggiore del box doccia rispetto alla tradizionale vasca da bagno. Infatti, tale soluzione è considerata più pratica in termini di tempo e di spazio, soprattutto qualora si possieda un bagno solo in casa. L’elemento base della doccia è il piatto, di sagoma e dimensione diverse a seconda della conformazione dell’ambiente. Infatti, occorre scegliere la posizione ottimale tenendo in considerazione gli elementi fissi come porte e finestre, al fine di assicurarne un’agevole fruibilità. Una volta stabilita la posizione, è possibile scegliere la tipologia del piatto doccia in grado di soddisfare le esigenze specifiche. Tale componente deve assicurare comfort e sicurezza durante l’utilizzo, deve resistere all’usura nel tempo e favorire la semplice manutenzione.

Dal punto di vista delle dimensioni, a seconda dello spazio a disposizione, si può scegliere tra soluzioni quadrate (80×80 cm), rettangolari (70×90 cm) e semicircolari, ma in caso di ambienti irregolari, sarà possibile progettare il piatto doccia su misura. La differenza più indicativa è rappresentata dal tipo di installazione che ne determina anche l’estetica finale: si va dal piatto doccia ad appoggio, a quello incassato, fino alla tipologia a filo pavimento.

Il primo tipo è quello più diffuso poiché ha trovato largo impiego in passato; di spessore variabile, viene sovrapposto al piano di calpestio e per questo si viene a creare un gradino. Si tratta della soluzione ottimale qualora sia necessario dare pendenza allo scarico dell’acqua, poiché assicura uno spessore maggiore rispetto alle altre due alternative. La doccia con piatto incassato invece, prevede il suo parziale inserimento nel massetto e ricrea un lieve dislivello rispetto al rivestimento a terra.

Questa scelta costituisce una soluzione intermedia che assicura un minore spessore rispetto al piatto ad appoggio e necessita di due pareti contigue per essere posizionato al meglio. Infine, la scelta a filo pavimento risulta essere la migliore per coniugare estetica e funzionalità. Infatti, assicurando la continuità a livello del pavimento, è consigliato nel caso in cui in famiglia ci siano anziani, bambini e disabili, per l’accessibilità facilitata. Inoltre, dal punto di vista estetico, risulta essere molto elegante e minimale.

L’unico vincolo che potrebbe ostacolare questo tipo di installazione è la pendenza dello scarico qualora non sia considerevole. Per quanto riguarda il materiale, diversamente da quanto avveniva in passato, quando la ceramica costituiva l’unica scelta, oggi sul mercato è possibile optare tra svariate soluzioni in grado di restituire un aspetto molto diverso. La classica ceramica assicura un buon rapporto qualità/prezzo ma non è gradevole alla vista come altri materiali ed è abbastanza scivolosa. Inoltre, il piatto risulta essere fragile e una volta scheggiato o rotto non può essere ripristinato ma occorre sostituirlo completamente.

Una delle soluzioni che ha riscosso maggior successo negli ultimi anni, è rappresentata dalla resina, grazie alla versatilità delle numerose finiture, alla durevolezza nel tempo ed alla sua impagabile resa estetica. Oltre a ciò, se sottoposta a trattamento antiscivolo, assicura sicurezza per l’incolumità personale; l’unico limite è rappresentato dai costi maggiori rispetto alla media degli altri materiali.

Tra le resine, il corian, una delle più pregiate, è molto resistente e risulta essere caldo e piacevole al tatto oltre che antibatterico. Infine, qualora si abbiano particolari necessità e si desideri un piatto doccia tagliato su misura, la soluzione perfetta è costituita dall’acrilico. Grazie allo spessore ridotto può venire incassato o posato a filo pavimento e tagliato su misura. Resistenti ma allo stesso tempo leggeri, sono molto elastici e si adattano così a qualsiasi superficie; occorre però sottoporli a trattamenti specifici al fine di non farli ingiallire e macchiare con il tempo. Ogni piatto doccia presenta vantaggi e svantaggi, ciò che importa è sceglierlo secondo le proprie esigenze e dedicarsi alla sua manutenzione. 

Dove collocare il termoarredo in bagno? I vantaggi di questa soluzione. 

Ha progressivamente preso il posto dei tradizionali radiatori, grazie al suo ingombro ridotto, alla multifunzionalità ed all’estetica gradevole: stiamo parlando del termoarredo. Si tratta di una componente della casa indispensabile per riscaldare gli ambienti interni ed arredare con stile ed eleganza. Nel caso specifico della sala da bagno, questa soluzione permette di guadagnare spazio utile soprattutto in caso di dimensioni ridotte.

Gli scaldasalviette più diffusi sono costituiti da due profili tubolari verticali che raccordano le barre orizzontali sistemate in maniera simile ad una scaletta. Il vantaggio di questo radiatore è che vi si possono sistemare sulle doghe asciugamani e accappatoi bagnati che verranno così asciugati in poco tempo, per questo motivo il termoarredo assolve alla duplice funzione di riscaldamento e asciugatura degli indumenti. I modelli più innovativi tuttavia, si presentano molto diversi, ne sono un esempio le lastre sottili, verniciate e trattate al fine di essere resistenti all’umidità e all’acqua. Per quanto riguarda la tipologia, esistono due varianti di radiatori: elettrici e idraulici.

La prima tipologia, come si può dedurre dal nome, viene alimentata con l’energia elettrica tramite spinotto o allacciamento al relativo impianto. Il secondo tipo invece, funziona con l’acqua calda proprio come i vecchi termosifoni. In commercio sono presenti anche versioni miste con funzionamento doppio. A seconda delle dimensioni dell’ambiente, vengono calcolate le misure dello scaldasalviette e di conseguenza la specifica capacità di riscaldamento. Tali elementi possono essere posizionati a parete o sfruttati come divisori tra una funzione e l’altra all’interno del bagno.

Ma dove collocarli? La risposta a questa domanda non è univoca: occorre studiare lo spazio e le sue componenti per inserire il termoarredo dove risulta essere più funzionale e bello da vedere. In alcuni casi si predilige lo spazio al di sopra del bidet, così da poter sistemare gli asciugamani, in altri casi si opta per la parete contigua alla doccia così da avere alla portata di mano l’accappatoio una volta usciti dal box.

Qualora si scelga una soluzione di design in grado di dare forte personalità all’ambiente, sarà perfetto lo spazio sopra la vasca da bagno, così occupato da un elemento funzionale ma anche in grado di valorizzare l’estetica d’insieme. Infine, anche collocarlo di fianco al lavabo è un’ottima idea, così da avere gli asciugamani sempre asciutti. In conclusione, ovunque si decida di posizionarlo, questo elemento apporta numerosi vantaggi tra cui la massimizzazione dello spazio, la triplice funzione di riscaldare, asciugare ed arredare e la pulizia più semplice rispetto ai tradizionali termosifoni. 

Come inserire lo specchio in bagno?   

Premesso che la presenza di uno specchio in bagno, al di sopra del lavabo, è indispensabile, occorre sceglierne la tipologia e la modalità d’installazione al fine di rispettare lo stile del resto dell’ambiente. Per prima cosa, è bene prendere le misure della parete libera e calcolare lo spazio che si ha a disposizione per optare per le dimensioni e la forma dello specchio ideali. Durante la selezione, è bene assicurarsi che la superficie riflettente sia opportunamente illuminata o attraverso apparecchi indipendenti o grazie alla retroilluminazione integrata, questo per garantire una funzionalità ottimale. Una volta scelto il modello che incontra maggiormente il gusto e l’esigenza personali, è fondamentale stabilire a quale altezza inserire lo specchio. A tal proposito, è bene verificare l’assenza di elementi che ne ostacolino l’inserimento e quindi controllare che la parete d’interesse sia libera.

Lo specchio va posizionato in modo che la sua sezione centrale corrisponda agli occhi del fruitore, ma è consigliato fare in modo che anche persone di altezza maggiore o minore riescano a guardarsi anche solo parzialmente. Nella scelta di questo complemento d’arredo occorre decidere anche il tipo di installazione: a filo piastrelle o incassato nel muro, entrambe le tipologie prevedono alcuni pro e contro.

Nel primo caso, lo specchio può essere sistemato al muro da chiunque e spostato all’occorrenza senza alcun tipo di problema. È forse la soluzione più adottata perché assicura maggiore flessibilità e facilità d’installazione. La specchiera può essere fissata al muro tramite sostanze adesive o tasselli; in quest’ultimo caso, è di fondamentale importanza assicurarsi che la sezione di muro da forare sia priva di tubature o cavi elettrici.

Qualora le pareti siano rivestite da piastrelle, prima è bene apporre un segno in coincidenza del punto da forare e procedere delicatamente con il trapano. I modelli presenti sul mercato possono essere dotati di cornice o privi della stessa. Qualora si scelga la prima tipologia, è consigliato prediligere una cornice in linea con lo stile di tutto il bagno. La praticità di questa scelta però viene pagata con la resa estetica mediocre. Per ottenere un risultato più elegante, la seconda opzione risulta essere la più indicata. In presenza di rivestimenti a muro, tale scelta comporta l’ausilio di un piastrellista che definisca la zona destinata ad ospitare la superficie riflettente attraverso il taglio delle piastrelle.

Se da un lato quest’operazione comporta un costo, dall’altro la resa finale è impagabile. Inoltre, è possibile scegliere tra uno specchio tagliato su misura ed inserito direttamente nell’inserto ricavato dalle piastrelle e una superficie rifinita da un bordo più o meno spesso, a seconda del gusto. Lo specchio integrato al muro può essere anche un’ottima soluzione per ampliare lo spazio e dare l’impressione che ci si trovi in un ambiente più grande. Basterà inserirlo in un’area della parete abbastanza grande, preferibilmente priva di rivestimento che invece sortirebbe l’effetto inverso, occupando preziosi centimetri dalla profondità dell’ambiente. Per attuare la scelta migliore quindi, occorre studiare lo spazio che si ha a disposizione ed individuare l’effetto e la resa estetica desiderati. 

Lavabo doppio in bagno: pro e contro  

Se fino a qualche tempo fa era difficile trovarla nei bagni delle civili abitazioni, oggi questo tipo di soluzione ha decisamente preso piede, soprattutto nelle famiglie che necessitano di maggiore praticità. Il doppio lavabo è sinonimo di funzionalità e condivisione e garantisce l’ottimizzazione dei tempi e la comodità di utilizzo. Per prima cosa occorre verificare le misure del proprio bagno e come lo stesso sia organizzato dal punto di vista degli spazi e degli arredi. Si tratta di un’operazione indispensabile poiché il doppio lavabo necessita di metrature abbastanza ampie per poter essere inserito ed utilizzato in maniera efficace.

L’ingombro minimo stimato, per un modello standard è di circa 120 cm ma se si ha la possibilità di scegliere un’opzione di misura più abbondante è ottimale per effettuare in comodità le operazioni quotidiane relative alla cura personale. Considerando che ogni lavabo misura circa 45 cm e che la distanza minima tra l’uno e l’altro debba essere di 20 cm, è ottimale avere a disposizione uno spazio sul piano di lavoro di almeno 15 cm ambo i lati per poter appoggiare prodotti e strumenti personali. In questo modo si arriva ad una lunghezza totale di 140 cm, considerata più vantaggiosa rispetto a quella standard.

Per questo motivo, qualora lo spazio a disposizione lo consenta, è senza dubbio consigliato optare per misure abbondanti, al fine di favorire la corretta fruizione di tale soluzione da parte di entrambe le persone che lo devono utilizzare. Un altro aspetto molto importante per rendere funzionale al massimo questo tipo di arredo, è caratterizzato dall’illuminazione. Se l’ambiente è già dotato di lampadario, saranno necessarie due luci aggiuntive in corrispondenza diretta dei due lavandini così da favorire al meglio le operazioni di rasatura e quelle di make up.

Dal punto di vista della posizione del doppio lavabo, essa è strettamente legata alla conformazione spaziale della sala da bagno. Nel caso di stanze rettangolari sarà perfetta la parete più lunga, se invece si dispone di un ambiente irregolare ci si può orientare per la soluzione con i due lavabi divisi che così potranno trovare posto dove lo spazio è maggiore.

Il passo successivo prevede la scelta tipologica dei lavandini: in commercio si trovano svariati modelli distinti per tipo, installazione, forma e materiali. Il primo è quello da incasso, integrato al mobile, può essere costituito dallo stesso materiale o da uno diverso a seconda del gusto. Questa tipologia si distingue in: sotto piano con lavabo sotto il top, quando lo spazio è minore e sopra piano con lavabo sopra il top. La seconda tipologia è costituita dai più diffusi lavabi da appoggio, simili ai classici catini ma dalle linee più moderne, appoggiati direttamente sul piano del mobile da bagno. Questi ultimi si adattano bene sia a superfici più abbondanti e funzionali, sia a piani più stretti nel caso di ambienti ridotti. Infine, è possibile scegliere i lavabi sospesi, ancorati direttamente al muro, non poggiano sui mobili da bagno e permettono di sfruttare a pieno le superfici circostanti.

È possibile completarli con mobiletti e mensole a seconda del gusto e delle necessità. Come ogni scelta, quella del lavabo doppio presenta dei pro e dei contro. La multifunzionalità è uno dei motivi che spinge a tale possibilità: un lavabo per l’igiene personale, l’altro per lavare i capi delicati a mano. Segue la condivisione: una postazione per lui, l’altra per lei e così anche i gesti quotidiani della mattina e della sera diventano un pretesto per trascorrere un po’ di tempo insieme o semplicemente per guadagnare tempo in famiglia se si hanno i medesimi orari scuola-lavoro.

Viceversa, come abbiamo visto, uno dei limiti è lo spazio: se non si hanno metrature generose il doppio lavabo perde la sua stessa funzionalità. Gli altri aspetti da valutare bene prima di attuare tale scelta, riguardano la privacy e la pulizia, la prima un po’ sacrificata, la seconda più impegnativa poiché occorrerà igienizzare un sanitario in più. 
In conclusione, ogni scelta è quella migliore se intrapresa con consapevolezza e motivata da specifiche esigenze personali. 

Quale tipo di tenda oscurante in bagno?

La ricerca della tenda più adatta ad assicurare la privacy e ad arredare secondo il gusto personale, dev’essere condotta tenendo presenti alcuni elementi. Per prima cosa occorre prendere le misure della finestra che andrà ad accogliere la tenda e verificare la tipologia di vetro presente.

Nel caso in cui il vetro non sia opalino, il telo dovrà essere oscurante e più spesso al fine di assicurare un buon grado di privacy. Premesso che si tratta di un ambiente dall’alto livello di umidità, in alcuni casi, sempre più frequentemente in seguito alle odierne ristrutturazioni, ci si può trovare nella situazione in cui la doccia sia posizionata al fondo del bagno stretto e lungo, in corrispondenza della finestra. In questo tipo di soluzione la tenda dovrà essere idrorepellente così da preservare l’integrità del serramento.

Tra le possibilità, c’è quella di optare per la veneziana in alluminio, più resistente al calore e all’acqua rispetto al legno, ha il vantaggio di essere molto facile da utilizzare e permette di regolare la posizione delle doghe e di conseguenza la luce che si desidera far filtrare nell’ambiente. Un’altra valida scelta è caratterizzata dalle tende a pacchetto, pratiche e leggere, assicurano un’adeguata schermatura e grazie alle numerose varianti presenti in commercio è possibile scegliere lo stile che più si addice alla propria casa.

Seguono le tende a rullo che grazie al loro materiale robusto, resistono all’umidità e se distese si asciugano rapidamente. Inoltre, risultano essere molto facili da pulire e se misurate a filo con la finestra, assicurano la totale riservatezza grazie alla loro rigidità.

Per quanto riguarda l’aspetto estetico, occorre scegliere la tenda considerando ciò che è già presente in bagno e difficilmente verrà cambiato, primi tra tutti i rivestimenti di pavimento e pareti, qualora queste ultime li prevedano. Nel caso in cui si abbiano piastrelle a fantasia sarà meglio optare per un tessuto tinta unita, mentre se le pareti sono semplicemente verniciate, ci si potrà sbizzarrire con texture e materiali lavorati. L’importante è mantenere coerenza dal punto di vista cromatico: non mescolare i toni freddi con quelli caldi ma in presenza di colore, scegliere piuttosto, le tinte neutre.

È fondamentale ricordare che le cromie chiare aiutano ad illuminare l’ambiente e a dare una sensazione di maggiore pulizia e ampiezza. Dal punto di vista funzionale invece, come accennato in precedenza, il diaframma scelto dev’essere durevole nel tempo e resistere all’azione di acqua e vapori, deve garantire privacy ed allo stesso tempo far filtrare la luce e dev’essere semplice da igienizzare al fine di garantire una pulizia ottimale in tutto l’ambiente. 

Dove collocare la lavatrice?

Si tratta di uno degli elettrodomestici principi della casa, indispensabile proprio per tutti e talvolta accompagnato dall’asciugatrice: stiamo parlando della lavatrice. Qualora in casa non si disponga di un ambiente adibito a lavanderia, volto ad ospitare la lavatrice, occorre capire dove sia più conveniente collocarla, stabilendo la posizione giusta a seconda delle dimensioni e della disposizione delle stanze.

Prima di procedere all’acquisto della lavatrice, è bene sceglierne il modello, la capacità e le prestazioni a seconda delle proprie esigenze, tenendo in considerazione le metrature degli ambienti e degli angoli che si ritiene opportuni ad accoglierla. Solitamente le soluzioni disponibili in commercio sono alte 90 cm, profonde 60 cm (40 cm le slim), larghe 60 cm e variano a seconda del carico che sono in grado di sostenere (5-10 kg). Se le dimensioni del bagno lo consentono, è consigliato inserire la lavatrice in questo ambiente per la presenza dell’impianto idrico e perché è considerato uno spazio di servizio. In questo modo non verrà compromessa l’estetica di altre aree della casa e si potrà fare il bucato più comodamente, estraendo dalla cesta i vestiti sporchi e inserendoli in lavatrice.

Perché non ricreare in bagno una vera e propria zona lavanderia, con lavatrice e asciugatrice sovrapposte ed affiancate da scaffali per i detersivi? Si può anche scegliere un modello colorato, per dare personalità all’ambiente e rendere più pregevole un oggetto troppe volte nel mirino delle critiche degli esteti. Se invece, non si ama proprio l’idea della lavatrice a vista, per un effetto più discreto, la stessa potrà essere inserita sotto il lavabo, in un mobile contenitore cosicché una volta chiuse le ante, rimarrà completamente nascosta.

Qualora il bagno sia davvero troppo piccolo, vi sono diverse possibilità che risolvono il problema. Se il budget lo permette, si può progettare un arredo su misura studiato sulle dimensioni che si hanno a disposizione. Un’alternativa è rappresentata dalle nicchie ricavate nel muro, ottimali per alloggiare la lavatrice massimizzando la metratura. Inoltre, lo spazio avanzato in altezza potrà essere sfruttato per inserire mensole utili ad appoggiare prodotti per l’igiene e bacinelle per il bucato. La nicchia talvolta viene lasciata a vista, talaltra chiusa con un’anta o una tenda.

Premesso che il bagno è considerato l’ambiente ideale per ospitare la lavatrice, non è raro trovarla in altre stanze della casa, prima tra tutte la cucina. Spesso, tale scelta è causata dalla presenza di un solo bagno ed anche esiguo ed è vista come un’opportunità vantaggiosa quando l’ambiente comunica direttamente con il balcone, luogo dove si stende il bucato. Inoltre, l’elettrodomestico può essere facilmente integrato alla composizione della cucina e nascosto all’interno dei pensili della base poiché entrambe hanno solitamente una profondità di 60 cm.

Più raramente, soprattutto in passato, la lavabiancheria poteva trovarsi sul terrazzo ma si trattava di pochi casi nei quali gli ambienti interni non erano abbastanza grandi per accoglierla, mentre oggi con le innovative soluzioni compatte è difficile che non venga trovato un piccolo spazio di casa atto ad ospitarla.

Soluzioni per la sicurezza in bagno

Troppo spesso si è concentrati ad attuare le scelte migliori in materia di arredi e complementi, trascurando alcuni aspetti vitali come quello della sicurezza in casa. Infatti, l’ambiente bagno, forse più degli altri, necessita di una particolare attenzione in quanto la presenza di acqua, saponi e prodotti scivolosi ne aumenta la pericolosità.

Qualora si dovesse ristrutturare l’ambiente, il consiglio è quello di scegliere per i pavimenti, materiali porosi e poco scivolosi; ad esempio preferire le resine e l’acrilico alla ceramica ed evitare di creare dislivelli e gradini che potrebbero ostacolare la libera fruizione. Se ci si trova in un bagno già ultimato e non si vogliono cambiare i sanitari, alla doccia con il tradizionale piatto in ceramica può essere integrato un pratico tappetino in gomma antiscivolo che preserverà da cadute accidentali.

Lo stesso discorso vale per la vasca da bagno, molto diffusa in passato, comoda ma anche rischiosa perché solitamente costituita da superfici lisce che necessitano allo stesso modo di ausili per la sicurezza. Se l’idea dei tappetini non è in linea con il gusto personale, esistono prodotti studiati per restituire un aspetto originale e gradevole, assicurando allo stesso modo sicurezza. Ne sono un esempio le pedane in legno trattato o le formine antiscivolo pensate per i più piccoli. Anche il box doccia, se progettato ex novo, è da preferire con pareti non in vetro poiché queste ultime risultano più pericolose, nonostante le soluzioni innovative studiate per minimizzarne il pericolo.

Un discorso a parte merita quella fascia di utenza con difficoltà motorie o di deambulazione, maggiormente esposta agli incidenti domestici. Per anziani e portatori di handicap infatti, non basta prestare attenzione agli aspetti sopracitati, ma occorre inserire all’interno dell’ambiente bagno, alcuni elementi d’ausilio che risultano indispensabili.

A partire dal primo aspetto pratico che precede tutte le operazioni di igiene personale, l’entrata in doccia o nella vasca deve garantire un movimento libero e semplice. A tal fine, intervengono le maniglie di supporto ancorate al muro, utili per avere un punto fermo al quale appigliarsi. A seconda dell’esigenza specifica, possono essere montate in posizione verticale, orizzontale e diagonale, di fianco ai sanitari e alla vasca o alla doccia. Naturalmente, risulta superfluo precisare come l’assenza di gradini per la doccia e l’inserimento di uno sportello a filo pavimento per la vasca, siano prerogative basilari. Per una persona anziana inoltre, risulta essere comodo avere all’interno della doccia una seduta dotata di piedini antiscivolo, così da preservarla da cadute accidentali.

Nella vasca da bagno è possibile invece, inserire comodi sedili estraibili che se non utilizzati possono essere ripiegati senza occupare alcun ingombro. Una delle soluzioni d’intervento più diffuse nei bagni non provvisti di tali accorgimenti, è caratterizzata dalla trasformazione della vasca in doccia poiché la seconda è considerata più sicura rispetto alla prima. Tale operazione prevede tempi brevi e costi inferiori rispetto ad una completa ristrutturazione del bagno, restituendo però un ambiente rinnovato e più confortevole per tutti.

Anche la rubinetteria è importante per facilitare i semplici gesti quotidiani di chi ha delle difficoltà: meglio optare per leve dal semplice utilizzo, rispetto ai vecchi rubinetti più difficili da azionare. Infine, è importante rimuovere tutti quegli elementi che possono ostacolare la libera circolazione all’interno dell’ambiente come tappeti e mobili bassi che potrebbero non essere visti in tempo dall’utenza più longeva. In conclusione, poiché la casa è lo spazio vitale dove si trascorrono molte ore del proprio tempo, occorre renderla comoda e soprattutto sicura per la propria incolumità.

È meglio la doccia o la vasca?

Quando si compra casa o la si ristruttura, è importante riflettere anche su un ambiente che è stato considerato da sempre solo di servizio: la sala da bagno. A seconda delle esigenze puntuali, il bagno può avere dimensioni variabili, trovarsi come unica o duplice soluzione ed ospitare al suo interno la doccia, la vasca o talvolta entrambi gli elementi. Per chi possiede un unico bagno, il dubbio riguarda proprio per quale di questi due sanitari optare. Al fine di operare la scelta migliore, prima di tutto occorre prendere le misure del proprio ambiente.

È risaputo infatti, come la vasca da bagno sia caratterizzata da un ingombro consistente e nonostante le nuove soluzioni abbiano misure ridotte, se si ha poco spazio è consigliata la doccia in quanto più funzionale. Prima di scegliere, occorre capire anche la frequenza e le modalità con le quali si utilizza il bagno, quanti si è in famiglia e quale sia la soluzione più conforme alle necessità di tutti gli abitanti.

Entrambe le proposte presentano dei vantaggi ma anche alcuni caratteri negativi che occorre tenere in considerazione. La vasca, più utilizzata in passato rispetto ad oggi, permette di godere di piacevoli momenti di relax a fine giornata, grazie alla possibilità di fare un bagno caldo e riposante. Inoltre, risulta essere molto comoda per l’igiene dei bambini, garantendo maggiore sicurezza e prestandosi bene a bagnetti divertenti. Non da ultimo, si tratta di una scelta multifunzionale: utile per l’igiene personale infatti, può essere sfruttata per lavare tessili di dimensioni notevoli come copriletto e tappeti.

Naturalmente tale soluzione è adatta solo in caso di ambienti abbastanza grandi per ospitarla, in caso contrario si renderebbero gli spazi impraticabili ed soffocanti. Inoltre, la vasca da bagno non è l’ideale per gli anziani poiché non molto agevole per entrarvi. Dal punto di vista economico invece, risulta essere più dispendiosa per il maggiore quantitativo di acqua consumato.

L’alternativa è rappresentata dalla doccia, regina della praticità per chi ha tempi stretti e ritmi frenetici. Perfetta per bagni piccoli, le proposte angolari e salva spazio permettono un uso semplice in pochi centimetri e assicurano funzionalità a costi minori rispetto alla vasca. Differentemente da quest’ultima, la doccia costituisce la soluzione più adatta per gli anziani e per le persone con problemi di deambulazione poiché grazie a specifiche maniglie e sedili, sono liberi di muoversi ed entrare senza sforzi eccessivi.

Qualora si goda di un bagno abbastanza grande, oggi è possibile scegliere la vasca con doccia che racchiude in sé i vantaggi di entrambe le soluzioni. Si tratta di una classica vasca da bagno munita di ante flessibili in vetro che ne permettono la chiusura e la trasformazione in box doccia. La scelta tra queste tre soluzioni dev’essere ragionata sulle esigenze di ciascuna persona e sulle disponibilità spaziali di casa propria, così da assicurarsi comfort e funzionalità ogni giorno. 

Il bidet è obbligatorio?

Chi viaggia sa bene che si tratta di un sanitario molto spesso assente nelle sale da bagno all’estero, ma in Italia il bidet si trova sempre nelle abitazioni civili e negli hotel. La spiegazione di questo tipo di scelta è data sì dalle abitudini quotidiane e dalla comodità di tale soluzione ma anche e soprattutto dall’obbligatorietà per legge della sua presenza.

Secondo il Decreto ministeriale 5 luglio 1975, in Italia almeno uno dei bagni presenti in casa dev’essere munito di bidet. Per quanto riguarda le dimensioni, la normativa stabilisce che il bidet abbia le stesse dimensioni del wc, che si distanzi da questo di 30 cm e che vi sia uno spazio pari almeno a 70 cm dal muro antistante. Tali obblighi garantiscono una fruizione agevole e libertà di movimento in un ambiente di casa molto utilizzato.

Nonostante tale sanitario non sia impiegato in larga parte del mondo, tuttavia risulta essere molto comodo e funzionale per l’igiene personale di chi talvolta non ha il tempo o la possibilità di usare la doccia. 

La scelta della doccia

Se si ristruttura casa e in bagno si decide di adottare la doccia, occorre tenere in considerazione alcuni elementi al fine di ottenere una soluzione perfetta per esigenze specifiche. Il primo fattore da analizzare riguarda lo spazio a disposizione e la conseguente sistemazione della doccia: in caso di bagni stretti e lunghi è buona prassi collocare il box doccia davanti alla finestra al fondo del bagno, così da massimizzare lo spazio e rendere l’ambiente molto luminoso.

In caso di bagni molto piccoli, la soluzione più diffusa è quella di impiegare una doccia angolare, più ridotta ma ugualmente pratica, mentre se le dimensioni della camera lo consentono, il piatto doccia può seguire l’andamento di una delle pareti e svilupparsi lungo spazi più generosi. Per quanto riguarda gli elementi compositivi, l’angolo doccia è costituito dal piatto, dal box e dalla rubinetteria: la scelta di tali componenti deve soddisfare i gusti estetici del fruitore ma anche rispettarne i parametri funzionali. Progettata sulla conformazione spaziale dell’ambiente, la doccia sarà dotata di un piatto standard (quadrato, rettangolare, angolare) o studiato su misura in caso di superfici irregolari.

Inoltre, lo stesso potrà avere altezza variabile: si va dai modelli appoggiati e rialzati rispetto al pavimento, a quelli a filo pavimento, fino alle basi incassate nel massetto. I primi risultano essere stati i più utilizzati in passato, mentre i secondi hanno riscosso molto successo negli ultimi tempi, poiché in grado di restituire un’estetica raffinata e contemporanea. I piatti ad incasso invece, sono quelli più adatti per utenti anziani e con problematiche di carattere motorio.

Una volta stabilite le proprietà del piatto doccia, si passa al box che ne ripercorre l’andamento e le dimensioni. Sviluppato su uno o due lati, solitamente è in vetro con superfici lisce, opaline o lavorate a seconda del gusto e dell’esigenza. L’anta, se prevista, può essere a battente verso l’esterno, a libro verso l’interno o scorrevole a seconda degli spazi e delle distanze disponibili dal muro.

Per quanto riguarda miscelatori e soffioni, sul mercato è presente una vasta gamma di prodotti diversificati per materiale e forma. Naturalmente la grandezza del soffione, a un getto o a molteplici getti, varia in maniera direttamente proporzionale alle dimensioni dell’intero angolo doccia e l’altezza del suo ancoraggio dev’essere pari a 2 mt da terra. In conclusione, indipendentemente dai gusti estetici, occorre che tale soluzione garantisca comfort e semplicità di utilizzo al fruitore finale. 

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