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Biofilia

L’ipotesi della biofilia è un’ipotesi scientifica proposta nel 1984 da Edward O. Wilson che rileva empiricamente nell’essere umano la “tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali”. Nel 1993, Wilson ha suggerito che la biofilia sia riconducibile a un complesso di regole di apprendimento filogeneticamente adattative, ciascuna delle quali può essere studiata singolarmente. Infine nel 2002, Wilson ha proposto una nuova definizione, secondo la quale la biofilia è “l’innata tendenza a concentrare la nostra attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che le ricorda e, in alcune circostanze, ad affiliarvisi emotivamente”. Quest’ultima definizione, mettendo a fuoco le principali caratteristiche della biofilia (fascinazione ed empatia asimmetrica), ha permesso le prime verifiche sperimentali dell’ipotesi. Fonte: Wikipedia

Biofilia design
In architettura, il design biofilo è una strategia di design sostenibile che incorpora la riconnessione delle persone con l’ambiente naturale. Può essere visto come un complemento necessario all’architettura verde, che riduce l’impatto ambientale del mondo costruito ma non affronta la riconnessione umana con il mondo naturale.

Caperna e Serafini definiscono il design biofilo come quel tipo di architettura, che è in grado di soddisfare il nostro innato bisogno di connessione con la vita e con i processi vitali. Secondo Caperna e Serafini, l’architettura biofila è caratterizzata dai seguenti elementi:

  • la dimensione naturalistica;
  • la completezza del sito, ovvero “la struttura di base del luogo”;
  • la “coerenza geometrica”, ovvero lo spazio fisico deve avere una tale configurazione geometrica in grado di esaltare le connessioni dimensione umana e ambienti costruiti e naturali.

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